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Il progetto “dignità” per l’autotrasporto

Alessandro Onorato

FLENSBURG – Gli autotrasportatori italiani attraversano ormai da anni una crisi senza precedenti determinata dall’abbattimento dei margini di redditività delle loro aziende, dalla violazione sistematica delle norme in aree sensibili come quella del cabotaggio, dall’invasione del loro mercato di riferimento da parte di vettori in grado di operare in condizioni di dumping.

Questo ha generato un crollo verticale anche nella qualità della vita specie dei piccoli autotrasportatori costretti a lavorare ai margini della legge e a subire ricatti su ogni fronte, incluso quello delle cosiddette autostrade del mare e quindi del tanto auspicato dirottamento di quote crescenti di traffico dal sistema autostradale e stradale al mare.

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Alla vigilia di un impegno sempre maggiore proprio nel campo delle autostrade del mare il Gruppo Onorato ritiene che sia indispensabile costruire con l’autotrasporto un rapporto su basi nuove, che abbia le sue basi su una vera e propria “operazione dignità”.

“Il ministro Di Maio – sottolinea Alessandro Onorato, vice presidente del gruppo e responsabile commerciale – ci scuserà se abbiamo mutuato la definizione di un recente intervento normativo in materia di lavoro, ma crediamo fermamente che sia necessario ridare all’autotrasporto italiano il ruolo che gli compete in quanto asse portante e strategico del trasporto e dell’intera economia del Paese”.

“L’Italia – prosegue – deve tornare a crescere e in questo processo di rilancio l’autotrasporto, che muove circa l’80% delle merci del paese, non può essere oggetto di sfruttamento, ricatto e nuova schiavitù. Le code interminabili ai varchi dei porti, il congestionamento dei nodi, la trasformazione in aree di sosta a grande rischio di parcheggi improvvisati e a rischio rapina sono solo la punta dell’iceberg di un disagio globale”…

Il Gruppo Onorato, e non casualmente lo annuncia in occasione del varo della seconda grande nave, la più grande che opererà in Mediterraneo nel settore del ro-ro cargo, ha deciso di invertire rotta, non proponendo sterili patti che altri non rispettano e che celano forme di ricatto quotidiano, ma un vero e proprio codice di condotta, di auto-condotta che il Gruppo si dà impegnandosi pubblicamente con l’autotrasporto.

Questo “contratto con l’autotrasporto” verrà inviato a ogni singola realtà aziendale di filiera con la quale il Gruppo Onorato Armatori collabori o entri comunque in contatto.

1) Collaborazione nell’individuazione di soluzioni tecniche atte a razionalizzare, velocizzare e rendere meno faticosa l’interfaccia strada nave anche intraprendendo azioni congiunte di collaborazione con le società autostradali.

2) Realizzazione di fronti comuni nei singoli porti e nel rapporto con le Autorità di Sistema Portuale per individuare aree di sosta e di parcheggio, nonché intervenire sul fenomeno code ai varchi.

3) Impegno nella riduzione al minimo della convivenza fra traffico di mezzi di autotrasporto e diverse tipologie di veicoli.

4) Concordare insieme il planning per gli orari migliori di partenza nelle prossime stagioni.

5) Pianificare servizi essenziali per l’autotrasporto e gli autotrasportatori nei porti di imbarco/sbarco.

6) Impegno a non bypassare le imprese di autotrasporto e quindi a evitare qualsiasi contatto diretto, contatto che possa tradursi in operazioni di dumping sulle tariffe dell’autotrasporto.

7) Bandire e denunciare congiuntamente qualsiasi tentativo di “ricatto” legato alla fedeltà a una singola compagnia.

8) Impegno a lavorare per livellare il mercato, limitare l’azione delle aziende che impongono condizioni di dumping e favorire l’aumento della marginalità di tutti gli operatori.

9) Favorire le possibilità di accesso al credito delle imprese di autotrasporto, rigorosamente attraverso contatti diretti e non mediati da compagnie del gruppo.

10) Rafforzamento del call center in grado di smistare immediatamente le necessità delle imprese agli uffici competenti di Moby e Tirrenia.

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Pubblicato il
8 Agosto 2018

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