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La relazione dell’ART su risultati e impegni

Andrea Camanzi

ROMA – Andrea Camanzi, presidente di ART, ha presentato ai rami del Parlamento un lungo dossier sull’attività dell’Autorità Regolazione Trasporti, accompagnandola con una relazione che affronta i principali passaggi dell’azione della stessa Agenzia. Ne riportiamo alcuni brani, anche in rapporto con le note polemiche (vedi l’intervento del presidente di Confetra qui a fianco) sulle contribuzioni che ART imporrebbe a settori ritenuti non di sua competenza.

“Nel contesto generale di una situazione di crisi diffusa – ha sottolineato Camanzi nella sua relazione – auspichiamo che il nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione trovino la strada per rilanciare la crescita in Europa e nei paesi dell’Unione, tutelando al tempo stesso i diritti della persona e i valori costitutivi delle nostre società. Molte leve dello sviluppo sono, infatti, esogene e anche nel settore dei trasporti quello europeo rimane il primo mercato di riferimento per le imprese nazionali.

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“Non sono compiti facili – continua il presidente di ART – né ci sono scorciatoie di breve periodo. Servono istituzioni forti e poteri bilanciati. In questo quadro, le Autorità indipendenti apportano alle decisioni pubbliche competenze specialistiche, stabilità per il mercato e terzietà rispetto agli interessi, a garanzia di tutti.

“Siamo ad una giuntura critica, ossia in una situazione di svolta, in cui in un tempo breve si concentrano modifiche rilevanti delle regole e delle procedure? Se lo fossimo – ci insegnano gli studiosi dell’istituzionalismo storico, a partire da Lipset e Rokkan – saremmo alle soglie di importanti evoluzioni.

“Atteniamoci ai fatti. Mi riferisco all’art. 10 della recentissima legge 3 maggio 2019, n. 37, la Legge Europea per il 2018, che ha esteso la nostra competenza in qualità di Autorità nazionale di vigilanza in materia di diritti aeroportuali, comprendendovi quelli determinati sulla base dei Contratti di programma cd in deroga.

“Mi riferisco, altresì, all’art. 16 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, cd di Genova, con il quale le competenze dell’Autorità in materia di accesso alle infrastrutture autostradali sono state estese alle concessioni in essere. Con lo stesso provvedimento è stato precisato il quadro normativo dell’autofinanziamento ed è stata ampliata la pianta organica dell’Autorità.

Questi sono fatti importanti, ma ve ne sono altri. Come accennato, il decreto-legge Genova, superando la distinzione tra concessioni nuove e vigenti, ha previsto che l’Autorità definisca per entrambe le tipologie i sistemi tariffari del pedaggio, basandoli sul metodo del price cap, con determinazione dell’indicatore di produttività “x” a cadenza quinquennale.

“L’ambito di applicazione delle misure che l’Autorità si accinge ad adottare – afferma ancora il presidente – è assai ampio e riguarda sia il trasporto delle merci che la mobilità dei passeggeri: vi rientrano i servizi resi presso le stazioni ferroviarie, anche quelle di confine, quelli per la manovra dei treni, i raccordi ferroviari, gli impianti connessi ai corridoi ferroviari europei”.

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Pubblicato il
29 Giugno 2019

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