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Il Decreto “Rilancio” va bene: adesso fare di più per gli artt. 16

Stefano Corsini

LIVORNO – «Esprimo apprezzamento al Governo e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le misure a sostegno del trasporto marittimo contenute nel DL Rilancio. Costituiscono un significativo riconoscimento della situazione di obiettiva e temporanea difficoltà economica che sta vivendo il settore». Così il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale Stefano Corsini ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Legge che ha fornito le prime risposte alle indicazioni di Assoporti.

Intervenuto sul tema, in occasione della riunione dell’Organismo di Partenariato dello scorso venerdì Corsini si è detto soddisfatto: «Il Governo ha accolto le proposte presentate dall’Associazione dei Porti Italiani, andando incontro alle difficoltà che stanno attraversando in questo periodo le imprese terminaliste e fornitrici di manodopera».

Il presidente dei porti di Livorno e Piombino ha apprezzato in particolar modo la previsione, presente nello schema di decreto della norma – e promossa per altro proprio da Livorno – che destina temporaneamente aree e banchine a funzioni portuali anche diverse da quelle previste nei piani regolatori portuali vigenti.

Adesso occorre lavorare per migliorare ulteriormente il testo normativo. «Le imprese artt. 16 appaltatrici – dice Corsini – sono una componente fondamentale del lavoro portuale e rappresentano un peculiarità del porto di Livorno: oggi si trovano in enorme difficoltà a causa della crisi dei traffici conseguente alla stagnazione della domanda del trasporto marittimo. La necessità dovrà essere posta all’attenzione del Governo al fine di poter eventualmente intervenire in sede di conversione del Decreto».

Secondo il presidente dell’AdSP andrebbero infine individuati nuovi strumenti per dare sostanza alle Zone Logistiche Speciali: «Le ZLS dovrebbero essere il trampolino di lancio per attrarre nuovi investitori nelle aree retroportuali. Ma così come sono definite, senza i necessari incentivi fiscali, non possono essere efficaci. Bisogna equipararle alle ZES, prendendo atto del fatto che Livorno e Piombino sono aree di crisi complessa e che, alla luce dell’emergenza covid le differenze tra nord e sud Italia si sono davvero attenuate».

 

Pubblicato il
20 Maggio 2020

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