Crociere e marittimi nelle fauci del Covid-19

LIVORNO – Il conto alla rovescia è cominciato, ma nessuno s’illude: per il grande business delle crociere, non siamo che all’inizio del guado. Altro che a metà: secondo gli osservatori più accreditati, quest’estate potrà forse ripartire qualche nave, ma le compagnie principali sono tutte proiettate verso la prossima stagione. Quanto perderanno? I calcoli s’incrociano tra i continenti: ma sarà un bagno di sangue. E le fauci della pandemia economica, che abbiamo rappresentato con quelle di uno squalo, non lasciano illusioni. Per le compagnie non è soltanto un problema di mancanza di clienti. C’è ancora, a ben due mesi dal blocco delle navi, l’odissea degli sbarchi dei marittimi, in parte extracomunitari e da rispedire a casa solo con voli charter. Ma non tutti i marittimi sono “sbarcabili” perché il Covid-19 non ha risparmiato nessuno: da qui le procedure complicate, costose e specialmente lunghissime. Lo si è visto anche vicino a noi a Piombino, dove un migliaio di marittimi e di personale di camera è stato sbarcato con infiniti passaggi di sanità e dove ancora è in atto un presidio in banchina.

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