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Ugo Grifoni, l’addio

Ugo Grifoni

LIVORNO – Ugo Grifoni se n’è andato. Giovedì scorso, in ospedale. Anche la sua voglia di vivere e di combattere – combatteva da anni, con la tempra di uomo d’azione che non gli era mancata malgrado la lunga malattia – alla fine s’è arresa.

Voglio dirlo, come se l’amico Ugo ancora potesse sentirmi: può essere sereno, se dove adesso si trova si è in grado di guardarsi indietro. Ha lasciato tre figli di cui può andare orgoglioso – Michela, Averardo e Daniele – e un fratello, Enio Lorenzini, che più fratello non si può anche se non aveva vincoli di parentela. Nel dolore, c’è il saluto dei figli che renderebbe orgoglioso anche il più grande dei padri: “Noi figli – dicono i suoi – possiamo solo ringraziare il grande maestro di vita che è stato nostro padre: mai una parola di troppo, semmai una carezza di più. Ci mancherà tanto”.

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Per Enio, Ugo non era solo un socio con cui aveva iniziato nel 1980 l’avventura della Lorenzini & C. S.r.l.: era insieme un consigliere, un compagno di rischi e di vittorie, un puntello. Quando Ugo ha dovuto tirare i remi in barca per il suo male, Enio non ha mai svuotato la sua scrivania, né dimenticato di sentirlo, di parlargli, di consultarsi. Intanto ha tirato sù, nel nido della Lorenzini & C. diventato sempre più importante e impegnativo, la nidiata dei giovani. Tutti come suoi figli. E oggi l’impresa, scelta da un colosso mondiale come MSC per cercare un socio a Livorno, è in mano salde, con forze fresche, giovani e capaci. Degno coronamento di una vita, quella di Ugo: che ha visto il lavoro fin da quando aveva i calzoni corti, a fianco del padre Averardo. Seguita sotto l’ala di Lincoln Sgarallino fino a fondare con gli amici Carlo Scotto ed Enio Lorenzini la loro prima impresa di stivatori. Poi, quando Carlo avviò l’altra personale avventura, Ugo ed Enio fondarono la Lorenzini & C. cui entrambi hanno dedicato la vita per far crescere e consolidare l’attuale realtà, con identico impegno nei momenti più duri e in quelli più esaltanti.

Al vecchio amico a mia volta voglio che arrivi un messaggio sincero: Caro Ugo, hai penato, ma è anche merito tuo se il risultato è quello di oggi.

Per Enio Lorenzini la scomparsa di Ugo Grifoni è stato un lutto che si è sommato a un altro, appena meno recente, lutto di grandi affetti. Scomparso suo fratello più grande, scomparso quasi a ruota Ugo. La vita può avere il sapore del fiele.

Caro Enio, a noi tocca, a quanto sembra, restare in sella fino all’ultimo. Con la magra soddisfazione di sapere che chi se n’è andato, gente della famiglia, è stato accompagnato nell’ultimo viaggio da decine e decine di amici, incuranti delle limitazioni anti-Covid, tutti assiepati nella piccola cappella dell’Ospedale dove Ugo si è arreso.

Anche le tue ultime volontà Ugo, niente ghirlande o fiori ma donazioni a “Insieme per la vita”, hanno confermato che oltre ad essere un grande manager, un grande padre e un grande amico, nel momento della fine terrena non ti sei dimenticato di chi lotta senza mezzi e sperando solo nella generosità altrui. Tu davvero ce l’hai messa tutta. Insieme a tutta la nostra redazione, con un abbraccio in particolare alla sua dolce moglie Rita e alla intera famiglia, ti accompagnino il dolore degli editori, degli amici e del tuo mondo. Riposa in pace.

A.F.

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Pubblicato il
27 Maggio 2020

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