Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Nord Tirreno una gestione “piombinizzata”?

LIVORNO – Lo confesso, sul tema mi ha stuzzicato un vecchio amico. E come capita a molti, anch’io so resistere a tutto meno che alle tentazioni.

La tentazione, in questo caso, è costituita dal nuovo Comitato di Gestione dell’AdSP del Tirreno Settentrionale, quella affidata alla nuova presidenza di Luciano Guerrieri: bravo ex sindaco di Piombino e bravo ex presidente dell’allora indipendente Autorità Portuale dello stesso porto di Piombino. Il Comitato però è monco: ancora in attesa, almeno al momento in cui scrivo, della designazione del rappresentante della Regione Toscana, che fino a ieri era l’ottimo ingegner Umberto Campana, ma che non si è più reso disponibile. In sostituzione circola il nome di un altro piombinese, cioè l’ex rappresentante di quel Comune nella prima parte del vecchio Comitato.

E allora? Allora sembrerebbe che i piombinesi facciano cappotto nel Comitato: perché a prescindere dal vicepresidente, che è il capitano di vascello Gaetano Angòra nel ruolo di Direttore Marittimo della Toscana, sia il delegato dal Comune di Livorno comandante Nerio Busdraghi, sia quello del Comune di Piombino avvocato Simone Verucci sono piombinesi.

Rimane la Toscana: che a sua volta, secondo le voci che circolano, sostituirebbe Campana con il neo-funzionario regionale Poli, già a suo tempo “affacciatosi” nel Comitato come rappresentante del comune di Piombino.

Fin qui le notizie. La tentazione allora qual’è? Beh, difficile digerire il fatto che in un Comitato di Gestione di un “Sistema” Portuale nel quale Livorno è il capofila, non ci sia a gestirlo nemmeno un livornese. E non per una questione di campanile: ma nell’amaro dubbio che a Livorno non ci sia un solo esperto livornese che abbia le capacità e specialmente la voglia di impegnarsi sul presente e il prossimo futuro del suo porto.

Campana a parte, c’è stato anche l’avvocato Beppe Batini, che se ne intendeva e se ne intende, ma che a un certo punto ha lanciato la spugna.

Perché? Che c’entri la famosa “vocazione al martirio” richiesta a chi oggi è chiamato alle responsabilità primarie sui porti? Guerrieri, in un recente intervento, ha citato il motto latino “Sparsa colligo” come suo impegno per ritrovare la pace sociale in un porto, quello livornese, dilaniato da scontri continui, ricorsi record alla magistratura, veleni fuori e dentro l’AdSP. Forse la “piombinizzazione” dell’AdSP può essere una soluzione?

Antonio Fulvi

Pubblicato il
21 Aprile 2021
Ultima modifica
23 Aprile 2021 - ora: 16:27

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio