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I trimestre 2023: segnali di recessione

LONDRA – L’8 maggio scorso l’analista britannico Container Trade Statistics Ltd ha pubblicato i dati del primo trimestre 2023 relativi al traffico marittimo dei contenitori sulle principali direttrici “overseas”: per cui è oggi possibile operare un primo confronto con i rispettivi dati del 2022 al fine di individuare una linea di tendenza del “trade” internazionale tra le diverse aree continentali.

Il quadro che ne è emerso non sembra incoraggiante. Anzi per certi versi si può dedurre che siano in atto radicali cambiamenti nei rapporti di interscambio commerciale tra i partner economici dei rispettivi paesi, evidentemente indotti dai rilevanti fattori di crisi in atto: l’iperinflazione, il caro energetico, la vicenda bellica in Ucraina, le alterne tensioni nei rapporti Cina USA e di conseguenza la contrazione della produzione industriale in Europa e nel Nord America, nonché un generale rallentamento dei consumi, non dimenticando la catastrofe tutta italiana in Romagna, che inciderà indubbiamente nei bilanci.

Alcuni elementi presi in considerazione nell’analisi sembrano contraddetti da quanto si registra nel porti italiani, dove non ci sono pesanti “sprofondamenti” e si parla in particolare di tenuta, o al massimo di piccoli arretramenti.

Ma i fattori citati – inflazione alta, costi energetici altalenanti, guerre, default temuti nei grandi paesi – stanno comunque invitando alla prudenza.

Pubblicato il
27 Maggio 2023

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