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La “truffa” dell’obsolescenza programmata

Sembra una fantasia dei soliti malfidati: eppure la durata ridotta degli apparecchi elettrici ed elettronici, computer compresi, è un dato di fatto. E tra i malfidati ci siamo anche noi, perché, come ci scrive il dottor Piero Benvenuti, sembra ormai accertato che i costruttori adottino quasi tutti il criterio dell’obsolescenza programmata”.

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Sono davvero stufo di dover tenere un baule o quasi di elettrodomestici che, portati a riparare dopo pochi anni di vita, mi è stato detto di buttare “perché costa già ripararli che prenderei nuovi”. Ho sentito parlare di obsolescenza programmata in fase di costruzione. Come ci si può difendere?

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Non è facile, anche se in Francia, per esempio, è stata approvata una legge molto severa nei confronti dell’obsolescenza programmata.

Laddove viene dimostrato che un apparecchio è studiato per accorciare “intenzionalmente” la sua vita, i responsabili sono punti con una multa fino a 300mila euro e con pene detentive fino a 2 anni di carcere.

Una proposta simile giace anche nei cassetti del Parlamento italiano che chiede sanzioni e garanzie degli elettrodomestici non inferiori ai dieci anni.

Negli USA le grandi aziende produttrici sembra si fossero messe d’accordo per accorciare  la vita delle lampadine e portarla a non più di 1.000 ore contro le 2500 precedenti: e l’accordo rimane.

L’obsolescenza serviva, ieri come oggi, a non abbassare la domanda di acquisti. Ma che sia una vera e propria truffa ai danni di noi consumatori è evidente.

Difenderci?

È uno di quei casi in cui sono gli ultra-competenti possono mettere mano agli apparecchi e dimostrarle la cosa.

A difenderci dovrebbero essere i tanti organismi pubblici creati apposta…

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Pubblicato il
11 Novembre 2023
Ultima modifica
14 Novembre 2023 - ora: 18:50

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