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LA SVOLTA DEL VINO

Il Chianti in cerca di nuovi mercati in India (e in Africa)

Le incertezze sui mercati e lo scossone dei dazi Usa impongono di ripensare l’export

Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti

FIRENZE. «L’India sarà uno dei mercati su cui investiremo con maggiore decisione dal prossimo anno». L’annuncio arriva da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, a margine dell’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino in corso a Firenze alla Fortezza da Basso. Tutto nasce dalla volontà di reagire a una fase internazionale in cui i mercati sono nella morsa dell’«instabilità politica ed economica internazionale» e delle «incertezze legate ai dazi Usa». Tradotto: gli imprenditori del made in Italy, a cominciare da quelli che producono vino, vanno in cerca di «nuovi sbocchi commerciali: la vendemmia arriva ogni anno, il vino si produce ogni anno e quel prodotto deve trovare spazio nel mondo», dicono dal quartier generale del Consorzio Chianti.

In realtà, non si parte da zero: «Alcune aziende sono già presenti, ma – dice Busi – il Consorzio ha il dovere di accompagnare questo percorso e spiegare che cos’è oggi il Chianti». Aggiungendo poi: «Per questo stiamo organizzando una missione ad hoc».

Non si creda che questo relativo all’India sia un annuncio spot. Dietro c’è un lavoro di riorganizzazione della bussola dell’export: «Stiamo lavorando sull’Africa, a gennaio – dice il numero uno del Consorzio Vino Chianti – siamo stati per la prima volta in Nigeria, continuiamo a investire in Sud America e nell’area Mercosur, guardiamo con attenzione al Brasile e ai Paesi asiatici come Cina, Vietnam, Thailandia e Giappone. In questo senso l’India rappresenta oggi una tappa strategica di questo percorso di crescita e diversificazione».

Busi ammette le difficoltà ma «questa Anteprima è la dimostrazione della forza qualitativa della denominazione»: lo ripete parlandi del Chianti 2025 come di «un’annata fresca, equilibrata, con uve arrivate a piena maturazione anche grazie alle piogge estive»; la Riserva 2023 invece ha avuto «volumi più bassi ma una qualità molto alta». Vengono presentate come «due annate che parlano di identità e solidità: ora – dice il presidente – dobbiamo trasformare questa qualità in nuove opportunità commerciali».

Pubblicato il
20 Febbraio 2026

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