L’alleanza fra Fs e il maxi-fondo F2i: Fs Logistix entra in Cfi (con il 30%)
Più efficienza e più forza per le merci via treno. Come si costruisce un “campione”

Foto di gruppo in occasione dell’accordo Fs Logistix, F2i e Fhp
ROMA. Fs Logistix, la controllata del colosso ferroviario pubblico Fs, entra nel capitale di Compagnia Ferroviaria Italia (Cfi), in mano a Fhp Group, la società che rappresenta in campo logistico (sia portuale sia ferroviario) il “braccio” di F2i, principale fondo made in Italy sul fronte delle infrastrutture. Lo fa «con una quota del 30%», secondo quanto annunciato dai tre soggetti: Fs Logistix, F2i e Fhp mettono l’intesa all’interno di «un progetto industriale finalizzato all’ulteriore efficientamento dei servizi di logistica su ferro, in linea con gli obiettivi europei di riequilibrio modale, efficienza energetica e riduzione di CO2».
È ovviamente da aggiungere che la conclusione effettiva dell’operazione è «subordinata all’ottenimento delle previste autorizzazioni da parte delle autorità regolatorie competenti». Comunque, detto in altri termini, per Fs Logistix si apre la possibilità di «ampliare la capacità operativa» e di «migliorare l’efficienza e la copertura dei servizi a supporto della competitività del trasporto merci ferroviario intermodale».
Identikit di un colosso made in Italy che corre sui binari
Stiamo parlando della subholding che in casa Fs si occupa di trasporto merci e logistica: un gigante che
- dichiara di avere in pugno una flotta di 610 locomotive, 14mila carri, 5 navi e 36 camion più 22 terminal,
- afferma di far viaggiare 105mila treni all’anno trasportano 48 milioni di tonnellate,
- annuncia un fatturato annuo di 1,3 miliardi
- promette di aumentare del 30% da qui al 2034 la quota di merci spedite via ferrovia.
“Railmarket”, giornale online di settore, citando gli ultimi dati pubblicati da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Mercitalia Rail (una delle società della galassia Fs Logistix) e Cfi sono stati «il primo e il secondo operatore ferroviario merci in Italia in termini di treni merci programmati e contrattualizzati per il 2025, con quote di mercato rispettivamente del 38,8% e del 10,7%». Più di metà della “torta” se mettiamo nel conto anche Tx Logistik, parte del gruppo Mercitalia, con il suo 2,7%…
Ecco, con un identikit così qualsiasi innovazione o programma assume rilevanza. Fin qui però siamo dentro una cornice che riguarda un grande soggetto che punta a un sensibile miglioramento organizzativo. Ma dentro la medesima cornice, appunto.
La politica industriale e il teorema del “campione nazionale”
In realtà, potrebbe essere qualcosa di più: quantomeno l’indizio che il Paese si è dato una bussola di politica industriale che potrebbe essere riassunta così: la creazione di “campioni nazionali” che abbiano le spalle sufficientemente larghe per competere da protagonisti sui mercati globalizzati. Ma “campioni” più o meno pubblici. In questo caso, abbiamo in campo il gruppo Fs, che è nelle mani al 100% del governo per il tramite del ministero dell’economia, e un importantissimo fondo che ha alle spalle i capitali soprattutto di investitori istituzionali pubblici (a partire da Cassa Depositi Prestiti o soggetti del genere come, ad esempio, fondazioni bancarie e enti di previdenza).
Il nostro Paese si sta strutturando per non essere uno gnomo sul ring dei pesi massimi in una sfida che mette insieme economia, sostenibilità e geopolitica avendo di fronte realtà cone Sncf o Db Cargo. C’è da tener presente che finora le Alpi hanno funzionato come barriera: per rendere difficile l’espansione di operatori italiani all’estero ma anche come difesa per evitare che ci ritrovassimo con la logistica, soprattutto delle merci, egemonizzata da operatori provenienti da oltre frontiera.
Non è comunque un fulmine a ciel sereno: basti ricordare che ne ha parlato almeno un paio di volte la testata online “Supply Chain Italy” e il “Corriere della Sera” aveva intravisto all’orizzonte questa operazione fra Mercitalia (gruppo Fs) e Cfi fin dal gennaio dello scorso anno, immaginando anche che la quota del 30% sarebbe stato un passaggio iniziale tenendo in serbo «un’opzione per salire nel capitale della società nei prossimi anni».

I protagonisti dopo la firma dell’accordo Fs Logistix, F2i e Fhp
Le dichiarazioni ufficiali dei protagonisti
Così il commento di Sabrina De Filippis, amministratrice delegata di Fs Logistix: «Questa operazione apre nuove prospettive di sviluppo industriale per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze del mercato. L’ingresso nel capitale di Cfi e le azioni concrete previste dal contratto ci permettono di ampliare la nostra capacità operativa e migliorare l’efficienza dei servizi: un tassello fondamentale per la nostra strategia di crescita nel settore della logistica intermodale».
Ecco la dichiarazione di Silvio Damagini, amministratore delegato di Mercitalia Rail (gruppo Fs): «L’ingresso di Fs Logistix in Cfi è un’ottima notizia per tutto il settore ferroviario merci e per Mercitalia Rail sotto il profilo industriale. Consentirà una maggiore efficacia nella pianificazione dei servizi per lo sviluppo dell’intermodalità».
Queste le parole di Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i Sgr: «Grazie all’accordo industriale tra il gruppo Fs e F2i, il tessuto industriale del Paese potrà beneficiare di servizi più efficienti, affidabili e competitivi. Con un obiettivo: sviluppare Fhp come un operatore logistico del mercato paneuropeo, capace di competere con il trasporto su gomma e contribuire così al raggiungimento degli obiettivi di trasferimento modale fissati dall’Ue al 2030 a supporto della transizione verso una logistica a basse emissioni di carbonio».
La parola ora a Paolo Cornetto, amministratore delegato di Fhp Group: «L’accordo è un ulteriore passo verso la crescita del gruppo Fhp che nel 2025 ha perfezionato l’integrazione di Cfi e Lotras e ha recentemente acquisito il controllo di due altri terminal portuali a Savona e Torre Annunziata, arrivando a gestirne 10 lungo tutta la penisola. Con questa operazione, Fhp rafforzerà la sua capacità di offrire servizi integrati porto-ferrovia e agevolare il passaggio modale da strada a ferro, con positivi impatti in termini ambientali ed energetici».
Mauro Zucchelli











