In crescita l’export di scarpe e oreficeria, boom della farmaceutica
Le cifre di Alesse (Dogane): qui innovazione e tradizione si rafforzano a vicenda

L’intervento di Roberto Alesse numero uno nazionale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, durante la visita alla sede di Firenze
FIRENZE. «Da Firenze ai porti di Livorno e Piombino, la Toscana rappresenta con i suoi distretti produttivi un sistema integrato in cui tradizione e innovazione convivono e si rafforzano reciprocamente». Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, incontrando a Firenze il personale della Direzione territoriale Toscana e Umbria e il suo direttore, Davide Bellosi, nel corso di una delle sue visite alle strutture territoriali della realtà che è stato chiamato a dirigere a livello nazionale («è motivo di grande interesse incontrare le strutture dell’Agenzia e chi opera ogni giorno in uno degli snodi più rilevanti del sistema logistico, produttivo e commerciale del Paese»).
Alesse ha messo in luce come «la complessità di questo territorio» si rispecchi «nella ricchezza e nella diversificazione dei suoi asset economici». Per dirne uno: il “sistema moda”. È «uno dei principali punti di forza e settore trainante del Made in Italy» e Alesse ricorda che nei dodici mesi dello scorso anno il comparto abbigliamento ha registrato un flusso in export per «oltre 300 milioni di euro». Da aggiungere che il settore calzaturiero ha visto «un incremento del 28% su base annua» mentre il comparto dell’oreficeria e dei metalli preziosi ha fatto segnare un balzo del 34%.
C’è dell’altro. In campo farmaceutico si è notata una (doppia) impennata: l’import cresciuto del 228% a fronte di un export di prodotti finiti aumentato «del 472%». Di più: sul versante delle importazioni, si registra «l’aumento del 13% delle materie prime e dei semilavorati».
«Da un lato, garantire la velocità negli scambi e la competitività delle imprese; dall’altro, tutelare gli interessi finanziari dello Stato e la sicurezza delle catene di approvvigionamento»: il numero uno nazionale dell’Agenza Dogane e Monopoli ha detto che l’attività dei suoi uffici ha come stella polare sempre la ricerca di un equilibrio tra queste esigenze diverse. Lo fa evolvendosi nel tempo e cambiando radicalmente pelle: «L’Agenzia nel tempo si è evoluta e da amministrazione che si occupava di registri e formulari cartacei, è diventata un’infrastruttura digitale fondata sulla gestione e sullo studio dei dati, capace di governare in tempo reale la complessità degli scambi internazionali e le sfide dell’attuale contesto geopolitico».
Alesse ha messo in evidenza che «l’autorità doganale italiana è divenuta una piattaforma tecnologica e strategica per il Paese: ha investito nella digitalizzazione, nello sviluppo di corridoi doganali digitali, nell’interconnessione tra porti e poli logistici e nelle semplificazioni a favore degli operatori economici».
A fine giornata Alesse ha visitato l’azienda Nuovo Pignone del gruppo Baker Hughes, eccellenza dell’ingegneria energetica e industriale italiana, e ha incontrato il personale della sede che l’Agenzia ha a Prato.











