A Ravenna autotrasporto e committenza puntano sulle buone relazioni
Anziché la solita guerra, un accordo per costruire la “pax commerciale”

La riunione al tavolo dell’Authority ravennate: al centro il presidente Francesco Benevolo
RAVENNA. A livello nazionale non mancano le scintille fra le imprese di autotrasporto e la committenza: le prime accusano le seconde di tirare troppo la corda sui ribassi e questo, in una fase di forti tensioni per i prezzi del gasolio, secondo il “fronte dei Tir” finisce per mettere a repentaglio l’esistenza stessa di chi trasporta merce. Con danni a cascata anche sull’industria che se ne serve.
A Ravenna si tenta di fare il contrario: cercare relazioni più distese perché tutti hanno da guadagnarne. Sotto il segno della regia dell’Authority romagnola che parla di «modello virtuoso di collaborazione nella logistica dei container basato su fiducia reciproca e qualità dei rapporti tra le parti». In concreto, si è trattato dell’accordo che vede protagonisti le associazioni di Ravenna dei committenti spedizionieri Arsi e Agenti Marittimi Asamar e le organizzazioni degli autotrasportatori Cna Ravenna, Confartigianato Imprese Ravenna, Confcooperative Romagna Estense e Legacoop Romagna, riunite nel Cuar: con la cura dell’è stato siglato nel quartier generale dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale. Obiettivo: regole condivise, trasparenza e collaborazione sul tema delle attese alla caricazione e scaricazione di merci in container.
L’intesa – è stato messo in rilievo dalle parti – nasce «prima di tutto da un principio: la qualità delle relazioni tra imprese è un fattore decisivo per la competitività del sistema portuale». Viene sottolineato che il documento sottoscritto sulla piazza di Ravenna rappresenta «un ulteriore passo concreto verso un modello più maturo di collaborazione tra committenti e autotrasportatori, fondato su regole condivise, trasparenza e responsabilità reciproca».
La questione sta nel fatto di definire «in un contesto complesso come quello della logistica portuale» – viene fatto rilevare – «condizioni uniformi e strumenti comuni»: e questo «non è solo un fatto tecnico, ma un segnale di fiducia tra le parti». Per questa ragione la necessità di «redigere contratti scritti, chiarire tempi e modalità operative e prevenire contenziosi si inserisce in una visione più ampia: costruire rapporti stabili, basati sulla correttezza e sulla legalità». Con una sottolineatura specifica: l’intenzione è quella di valorizzare «proprio questo approccio, riconoscendo nelle buone relazioni commerciali un elemento chiave per tutelare il tessuto imprenditoriale locale e garantire uno sviluppo equilibrato del sistema logistico». E in concreto: far nascere strumenti condivisi (la commissione paritetica per la gestione delle controversie) «va nella direzione di un dialogo continuo e strutturato tra le parti».
Queste le parole di Veniero Rosetti, coordinatore del Cuar: «Non solo regole, dunque, ma un vero e proprio patto di sistema che punta a rinsaldare le relazioni fra gli operatori della logistica e a qualificare ulteriormente il porto di Ravenna come contesto in cui cooperazione e competitività possono crescere insieme».
Così il commento di Annagiulia Randi, presidente di Arsi: «È un accordo importante: dimostra come, a livello territoriale, sia possibile costruire soluzioni condivise in grado di rafforzare la collaborazione tra committenza e autotrasporto. L’intesa punta su previsioni contrattuali uniformi e condivise in materia di tempi di attesa al carico e allo scarico, offrendo maggiore certezza e organizzazione agli operatori. La nostra categoria si conferma così come elemento strategico della catena logistica, capace di dialogare e fare sintesi tra le diverse esigenze dei soggetti coinvolti, a beneficio dell’intero sistema imprenditoriale ravennate».











