L’altolà di Confitarma: no a qualunque idea di pedaggio nello Stretto di Hormuz
Il consiglio generale dell’organizzazione ospitato dal gruppo Grimaldi

Foto di gruppo in occasione del consiglio generale di Confitarma nella sede di Grimaldi a Napoli
NAPOLI. «Il diritto di passaggio delle navi in transito attraverso gli stretti internazionali deve essere libero e non può essere soggetto a limitazioni e a pedaggi, siano essi espliciti o mascherati». La posizione degli armatori confindustriali, la riassume così il presidente Mario Zanetti: lo fa ribadendo «il principio fondamentale della libertà di navigazione, da cui dipendono gli approvvigionamenti energetici, il commercio internazionale e la competitività del nostro Paese».
L’occasione è il consiglio generale (e l’assemblea privata) dell’organizzazione di categoria: appuntamento a Napoli, nella sede del gruppo Grimaldi. Dopo Ravenna, Genova e Brindisi, stavolta ha fatto tappa a Napoli, ospiti del vicepresidente dell’organizzazione armatoriale Guido Grimaldi: è un ulteriore passaggio lungo il percorso nelle principali città portuali italiane che è stato messo in pista per «celebrare i 125 anni dell’associazione».
Questo il virgolettato ufficiale: «Confitarma esprime la sua ferma e unanime contrarietà a qualunque forma di pedaggio nello Stretto di Hormuz».
È da aggiungere anche che il consiglio di Confitarma ha fissato l’attenzione sul fatto che «il pagamento da parte degli armatori di un pedaggio o di un qualsiasi servizio a favore di uno Stato sanzionato (come attualmente è l’Iran) – viene fatto rilevare – potrebbe configurarsi come una violazione del regime sanzionatorio Ue e quindi comportare anche violazioni delle clausole contrattuali dei finanziamenti bancari già in essere».

Il consiglio di Confitarma a Napoli da sinistra: Emanuele Grimaldi presidente Ics, Mario Zanetti presidente Confitarma, Gaetano Manfredi sindaco di Napoli
Al pari del numero uno dell’Authority napoletana Eliseo Cuccaro e del presidente Ics e past president di Confitarma Emanuele Grimaldi, alla sessione pubblica dei lavori ha preso parte il sindaco napoletano Gaetano Manfredi (che è anche presidente dell’Anci, l’associazione che raggruppa i Comuni di tutta Italia): «La risorsa mare rappresenta una risorsa per tutto il Paese», ha ribadito pensando «dal punto di vista economico ma anche culturale per le contaminazioni che esso favorisce». Aggiungendo poi: «Il mare è un luogo politico perché aperto, da questo punto di vista il ruolo del mar Mediterraneo risulta quindi fondamentale per il futuro dell’Europa».
Quanto alle evoluzioni della situazione geopolitica del Golfo, il presidente Zanetti ha messo l’accento sul fatto che «seguiamo con attenzione gli sviluppi diplomatici in corso, ma…». Dietro questo “ma” c’è un atteggiamento per cui permangono ancora «prudenza e massima vigilanza» («in particolare per i 20mila marittimi ancora coinvolti che rappresentano la priorità»). Il numero uno di Confitarma dice che auspica «ovviamente la più rapida risoluzione della crisi e un’accelerazione della riapertura della navigazione sicura nello Stretto». Tornando su una richiesta sulla quale la sua organizzazione e lui stesso hanno insistito già: la riapertura va accelerata «anche, se necessario, grazie al contributo prezioso della nostra Marina Militare, insieme alle altre Marine nazionali».
Vale la pena di mettere infine in evidenza che il confronto, oltre al ricordo di Daniele Rossi, l’ex presidente di Assoporti prematuramente scomparso di recente all’età di 65 anni, ha portato sotto i riflettori la riforma della governance portuale: sarà il tema di una prossima iniziativa in cui Confitarma approfondirà la posizione dell’armamento nazionale.











