Il Nautical Institute sbarca in Italia: a Sant’Agnello l’Italy Branch
Al debutto si presenta come «polo formativo d’eccellenza»

La presentazione dell’Italy Branch di The Nautical Institute a Sant’Agnello, Napoli
SANT’AGNELLO (Napoli). Il Nautical Institute, una delle principali organizzazioni internazionali non profit per i professionisti marittimi, quartier generale a Londra (al 200B di Lambeth Road), oltre mezzo secolo di storia alle spalle e presenza in una cinquantina di Paesi, mette radici anche qui da noi con l’Italy Branch. È stata presentata all’Its Accademia Marittima Meridionale di Sant’Agnello, che tutti sanno essere nella penisola sorrentina (Napoli) il borgo d’origine del comandante Gianluigi Aponte, figura simbolo dell’ascesa di Msc fino a diventare la flotta numero uno al mondo.
L’iniziativa è stata presentata come «un polo formativo d’eccellenza nautica all’avanguardia unico in Italia» ma, soprattutto, come «progetto strategico a lungo termine in risposta alle reali esigenze del mercato marittimo, in un momento di profonda trasformazione del settore». L’iniziativa è stata illustrata davanti a esponenti internazionali del settore, politici, armatori, rappresentanti dei centri di formazione marittima e delle associazioni di categoria.
In testa agli obiettivi del Nautical Institute ce n’è soprattutto uno: preparare gli attuali equipaggi e le prossime generazioni per le sfide future. Cioè:
- transizione del carburante e combustibili alternativi;
- sicurezza informatica;
- questioni e tensioni geopolitiche;
- supporto del business plan dell’armatore;
- un migliore processo decisionale facendo concretamente sistema;
- capacità di rendere l’industria marittima più sicura, rispettosa dell’ambiente e sostenibile;
- rappresentare i propri membri presso l’Organizzazione marittima internazionale.
Per riuscirci l’attenzione è stata concentrata su due focus: l’uno è stato dedicato alla transizione energetica nell’ambito dell’industria marittima; l’altro ha riguardato la formazione marittima attraverso i simulatori professionali sempre più tecnologici (con «gli ultimi sviluppi nella formazione tecnica per la navigazione, il supporto operativo e la digitalizzazione sulle navi con uno sguardo proiettato alle tendenze internazionali emergenti»).

Il comandante Gennaro Arma, presidente dell’Italy Branch di The Nautical Institute
Aprendo i lavori, il comandante Gennaro Arma ha ricordato «il ruolo storico dell’Italia come nazione marittima» e ha ribadito «l’importanza di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori del comparto per affrontare le grandi trasformazioni: dalla decarbonizzazione alla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale ai nuovi combustibili». A giudizio del presidente della Italy Branch, la tecnologia da sola «non determinerà il nostro futuro: saranno le persone, con la loro competenza, professionalità e capacità di leadership, a rappresentare il vero motore di uno sviluppo sicuro e sostenibile del trasporto marittimo».

Walter Vervfoesem, presidente di The Nautical Institute
Sul tema della transizione energetica nel settore marittimo, sono intervenuti: Walter Vervfoesem (presidente di The Nautical Institute); Gianpaolo Dalla Vedova (vicepresidente di Lloyd’s Register Senior, Italy, Monaco and Malta); Panos Mitrou (senior vice president shipping strategy, Lloyd’s Register Group); Giuseppe Spera (capo di Maritime Office Alternate Permanent Representative of Italy at Imo); Ivana Melillo (EE Department Director di Gnv); Gianpiero De Cubellis (director project services sales di Wartsila); Tom H Evensen (manager Msc). Sulla formazione marittima sono intervenuti: Fausto Ferrara (Wârtsilâ Marine), Emanuele Traversa (Sirm Italia);. Fabio Baldini (World Maritime University); Reuben Lanfranco (maritime consultant); Carlo Landolfi (Maritime Instructors Association); Giovanni Consofi (vicesegretario generale di Assarmatori); Martino Moioli (responsabile lavoro e relazioni industriali di Assarmatori).











