L’energia rinnovabile entra nelle case senza dover costruire impianti
Con Enel e Conio (e i “token”) solare e eolico accessibili a chi vive in appartamento

Impianto fotovoltaico Enel per la produzione di energia da fonti rinnovabili
LIVORNO. «Tutti i vantaggi dell’energia “green” direttamente a casa, senza possedere fisicamente un impianto». Così la presentano dal quartier generale toscano dell’Enel: lo sottolineano annunciando che, «dopo il successo del progetto pilota, arriva ora il debutto sul mercato: anche a Livorno e provincia Enel e Conio lanciano “ebitts”, la soluzione che porta su “blockchain” l’energia da fotovoltaico ed eolico. Le energie rinnovabili vengono rese «concretamente accessibili a tutti» offrendo maggiore stabilità: “ebitts” è tra i primi “utility token energetico” al mondo e – come viene spiegato – «consente ai clienti di autoprodurre energia 100% pulita senza dover installare pannelli o impianti fisici nella propria abitazione».
Com’è possibile? Questo è quanto dice Enel per spiegare l’uso della piattaforma “ebitts”: è lo strumento che permette ai cittadini livornesi (e di tutta la Toscana) di «acquistare capacità produttiva di due impianti Enel presenti sul territorio italiano. Dove? Nello specifico, stiamo parlando del parco fotovoltaico di Piani della Marina (Viterbo) e l’impianto eolico di Barile Venosa (Potenza). Come? Sotto forma di “token”.
Il progetto ideato e lanciato da Enel si basa sull’alleanza con Conio, che viene presentata cn questo “biglietti da visita”: fintech italiana partecipata da Poste Italiane e Banca Generali, prima in Italia ad aver creato un portafoglio bitcoin multi-firma. È Conio a occuparsi della “tokenizzazione” degli asset, e della messa a disposizione del “wallet” per la custodia dei “token”: lo fa gestendo la vendita delle “token box”, «nel pieno rispetto della normativa Micar». In questo ecosistema – dice Enel – la tecnologia blockchain «garantisce la tracciabilità dei token e la corrispondenza tra ogni porzione digitale e l’energia prodotta dagli impianti fisici, assicurando in tempo reale trasparenza e verificabilità». Lo scopo è intuibile: sviluppare «un modello capace di coniugare produzione rinnovabile, innovazione digitale e semplicità di accesso».
Chi acquista i “token” può ottenere i benefici della produzione di energia rinnovabile – viene fatto rilevare – mediante un risparmio diretto in bolletta («l’eventuale energia prodotta in eccesso viene valorizzata e accreditata al cliente»). È un meccanismo che, secondo quanto afferma Enel, risulta «particolarmente interessante»: tutto questo guardando anche «al progressivo innalzamento delle temperature e al relativo incremento dei consumi dovuti alla climatizzazione domestica».
L’azienda elettrica indica un doppio vantaggio di “ebitts”. Da un lato, relativamente ai costi: «attenua l’impatto dei consumi durante tutto l’anno, in particolare nei picchi estivi». Dall’altro, sul versante ambientale: è «una risposta concreta» ai guai del pianeta attraverso l’uso di energia rinnovabile. Enel mette in campo questa alternativa puntando principalmente alla clientela che, anche abitando nei centri urbani, vuole «farsi partecipe della transizione energetica, pur non disponendo di spazi idonei per un impianto privato».
I numeri forniti dall’azienda elettrica sulla base di una recente “fotografia” statistica Eurostat: il 48% dei cittadini dell’Unione europea vive in appartamento, nella città questa percentuale arriva al 73%. In tal caso, o è impossibile o è comunque complicato installare un impianto di energia solare.
Così il commento di Christian Miccoli, presidente e fondatore di Conio: «“ebitts” nasce dalla convinzione che la tecnologia blockchain possa generare un impatto reale e tangibile nella vita delle persone. Il rinnovo della partnership con Enel è per noi un segnale importante perché conferma che il modello funziona: c’è domanda concreta di soluzioni come questa, la “tokenizzazione” dell’energia è una frontiera su cui vale la pena continuare a investire. Siamo orgogliosi di portare avanti con Enel un progetto che mette la blockchain al servizio della transizione energetica, rendendo l’energia rinnovabile veramente accessibile a tutti».











