La Cassa Depositi Prestiti guarda agli affari con l’Arabia Saudita
Alleanza con la federazione dell’imprenditoria, firmato l’accordo
RIYADH (Arabia Saudita). Sull’asse Italia-Arabia Saudita la Cassa Depositi e Prestiti, il colosso finanziario pubblico basato sul risparmio postale, e la Federation of Saudi Chambers (Fsc), realtà saudita che rappresenta l’iniziativa privata, hanno messo nero su bianco un “memorandum of understanding” finalizzato a «rafforzare la cooperazione tra le rispettive comunità imprenditoriali». In concreto, con l’intesa si vuol «favorire l’accesso delle aziende italiane alle opportunità offerte dal mercato saudita» e, al tempo stesso, a «sostenere le imprese saudite interessate a sviluppare partnership e opportunità di business in Italia».
A firmare l’accordo sono stati Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp, e da Sultan Almusallam, segretario generale della Federation of Saudi Chambers, nel corso di una tavola rotonda che si è tenuta a Riyadh: è stata dedicata alle imprese, l’ha presieduta Emad Al Fakhari, vicepresidente della Federation of Saudi Chambers, alla presenza dei membri del Saudi-Italian Business Council, di rappresentanti del mondo imprenditoriale saudita e di esponenti delle istituzioni e del settore finanziario.
Tre i principali ambiti della collaborazione. Il primo riguarda il fatto che «le due organizzazioni intendono utilizzare la piattaforma Cdp Business Matching e la rete della Federation of Saudi Chambers». Lo scopo è quello di offrire occasioni di incontro tra aziende italiane e saudite, «individuando potenziali partner commerciali e sostenendo l’organizzazione di incontri d’affari, comprese le piccole e medie imprese».
In secondo luogo, Cdp e Fsc mirano a incentivare «lo scambio di informazioni e la diffusione delle opportunità presenti nei rispettivi mercati»: all’interno di questa prospettiva, c’è «il supporto alle aziende italiane interessate ai programmi di sviluppo dell’Arabia Saudita, tra cui Expo 2030 Riyadh, e alle imprese e agli investitori sauditi interessati a individuare opportunità commerciali e di investimento in Italia».
Infine, il terzo tassello del mosaico: le parti in causa individueranno «punti di contatto dedicati per coordinare richieste di business e attività di follow-up». È da dire che, all’interno di questo contesto, il Saudi-Italian Business Council contribuirà al coinvolgimento delle imprese saudite e allo sviluppo di opportunità di comune interesse insieme a Cdp e ai suoi partner italiani («la presenza di Simest a Riyadh potrà inoltre rafforzare questo impegno, supportando le imprese italiane interessate a sviluppare attività nel mercato saudita»).
Così il commento di Dario Scannapieco, al timone di Cdp: «L’accordo con la Federation of Saudi Chambers rappresenta un passo concreto per rafforzare le relazioni economiche tra Italia e Arabia Saudita. Attraverso la piattaforma Cdp Business Matching favoriremo nuove collaborazioni tra le imprese dei due Paesi, supportando le aziende italiane nel cogliere le opportunità offerte dai principali programmi di sviluppo del Regno, a partire da Expo 2030 Riyadh. Questa cooperazione mira a generare nuove opportunità di crescita e investimento, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese».
Queste le parole di Emad Al Fakhari, vicepresidente della Federation of Saudi Chambers: «Le imprese saudite e italiane dispongono di significative opportunità per ampliare la propria cooperazione e costruire partnership reciprocamente vantaggiose in entrambi i mercati. Attraverso la Federation of Saudi Chambers e il Saudi-Italian Business Council, siamo pronti a collaborare con Cdp per mettere in contatto le aziende, facilitare l’accesso alle opportunità e sostenere la nascita di partnership promettenti tra i due Paesi».











