Il “sentiero blu”: ragazzi alla scoperta della biodiversità col progetto di Marevivo

I ragazzi a Ladispoli per il progetto di Marevivo
ROMA. Dal Tevere nel centro di Roma fino alla Palude di Torre Flavia, partendo dal cuore della metropoli per raggiungere la spiaggia attraverso uno degli ambienti umidi più preziosi del litorale laziale. È questo l’identikit del progetto di educazione ambientale dal titolo “Il sentiero blu in viaggio tra fiume, palude e mare”, che ha coinvolto 200 studenti delle scuole medie della zona di Roma e Ladispoli alla scoperta della biodiversità.
Al centro dell’attenzione l’Oasi naturalistica Lungotevere delle Navi, a Roma, e il monumento naturale Palude di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri: si tratta di una accoppiata di realtà differenti e utili per far capire ai ragazzi cosa sono gli ecosistemi di transizione, lì dove terra e acqua si incontrano fra rive fluviali, paludi salmastre e spiagge. Conoscerli direttamente – è stato detto – significa comprendere meglio la biodiversità e riconoscere l’importanza della sua tutela.
L’iniziativa è stata promossa da Fondazione Marevivo e cofinanziata dal ministero dell’ambiente: è stata realizzata in collaborazione con la delegazione regionale Marevivo Lazio guidata da Rita Paone. Gli adolescenti coinvolti appartengono al plesso Ghirlandaio dell’Istituto Comprensivo Caravaggio di Ladispoli e al plesso Cecco Angiolieri dell’Istituto Comprensivo Via Savinio di Roma, un centinaio di ragazzi per ciascuna delle due scuole.
Vale la pena di ricordare che a Roma il percorso si è svolto nel Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana di Marevivo, realizzato in collaborazione con il Cnr e ospitato nella sede galleggiante della Fondazione allo Scalo de Pinedo. Secondo quanto viene segnalato, le attività hanno coinvolto anche il Parco d’Affaccio Oasi Lungotevere delle Navi: qui il sentiero naturale lungo il fiume ha permesso agli studenti di osservare da vicino un ecosistema ricco e sorprendente, nel cuore della città. È stata l’occasione – è stato ribadito – per far scoprire agli alunni come «la natura continui a vivere anche in un contesto urbano e quanto sia importante preservare questi spazi».
È da aggiungere che a Ladispoli il viaggio è proseguito lungo la spiaggia e nell’area della Palude di Torre Flavia, area protetta gestita dalla Città metropolitana di Roma Capitale «in un sistema ecologico che comprende anche i vicini ambienti marini»: stiamo parlando di «una delle ultime testimonianze del paesaggio costiero tipico della Maremma laziale e un sito di particolare importanza per l’avifauna migratoria», com’è stato messo in risalto.
L’esperienza è poi proseguita in classe: studenti e prof hanno rielaborato quanto scoperto sul campo, collegando a quanto studiato sui libri le osservazioni di quel che avevano visto. Ciascun gruppo ha condiviso le proprie esperienze e le proprie scoperte, contribuendo a ricomporre, tappa dopo tappa, il mosaico del “Sentiero Blu”.
Queste le parole di Laura Gentile, responsabile del progetto per Marevivo: «Vedere i ragazzi esplorare la biodiversità nascosta tra il Tevere e la palude di Torre Flavia ci ricorda quanto sia importante rinsaldare il legame tra le nuove generazioni e gli ambienti naturali. Con “Il Sentiero Blu” abbiamo voluto offrire a ragazze, ragazzi e docenti un’occasione concreta per uscire dalle aule e toccare con mano la ricchezza che ci circonda, spesso poco conosciuta. Crediamo che affiancare la scuola in questo percorso significhi trasformare la conoscenza in rispetto e responsabilità: insegnare ai più giovani a custodire questi luoghi è il modo migliore per renderli protagonisti consapevoli del loro futuro, partendo proprio dai luoghi in cui vivono».











