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CAMIONISTI

Altolà di Trasportounito agli aumenti dei pedaggi autostradali

Nel mirino di Longo le decisioni di Authority dei trasporti e Corte Costituzionale

Maurizio Longo, leader di Trasportounito

GENOVA. «Facile deliberare e sentenziare, comodamente seduti in un lussuoso ufficio oppure dallo scranno della Corte Costituzionale. Ma gli autotrasportatori, che ormai da anni subiscono le conseguenze dei cantieri in autostrada (frutto di un ritardo di vent’anni nella manutenzione), queste comodità in coda sulle autostrade non se le possono neppure sognare». Maurizio Longo, segretario generale di Trasportunito, se la prende con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) e la Corte Costituzionale, commentando la nota del ministero delle infrastrutture e dei trasporti anch0essa polemica a sua volta polemico contro l’ok agli aumenti generalizzati dei pedaggi («mediamente dell’1,5%»). In questa «situazione di disagio permanente e cronico come quella attuale», l’autorizzazione agli aumenti «suona come un vero e proprio schiaffo e infrange il limite di guardia».

«Qualsiasi impresa di autotrasporto – afferma Longo – è testimone quotidianamente di una situazione ormai insostenibile specie in alcuni quadranti della rete autostradale: è grottesco parlare di aumenti dei pedaggi per “procedere all’aggiornamento dei Piani economici-finanziari delle ricche società concessionarie”, calpestando l’efficienza e la produttività dei servizi di trasporto della merce».

Trasportounito va alla carica: «Il governo aveva promesso un blocco temporaneo dei rincari ma ora deve chinarsi a chi non sa neppure cosa sia il mercato e i danni che una politica ottusa di gestione delle concessioni e della manutenzione della rete sta provocando». Si parla di una misura che servirebbe a compensare l’inflazione prevista per il 2026, dice l’organizzazione dI categoria ricordando le motivazioni addotte per i rincari. «Ma – conclude Longo – i danni all’autotrasporto che muove l’80% delle merci per il sistema produttivo del Paese e all’intera catena logistica, chi li paga?».

Pubblicato il
4 Gennaio 2026

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