Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
IL CASO

L’Authority sarda si affida al Financial Times per attrarre investitori

Commissionato uno studio per definire strategie e infrastrutture

Porto di Cagliari

CAGLIARI. L’Authority cagliaritana, che sovrintende all’intera portualità sarda, per mettere a punto un piano relativamente a strategie e infrastrutture, si affida al “Financial Times”, il noto giornale internazionale con quartier generale a Londra, direttora mediorientale, proprietà giapponese e “appeal” planetario (è stato ritenuto da Ipsos il marchio che, per il settore media, gode a livello mondiale della miglior reputazione di affidabilità). Per meglio dire: a una società della galassia editoriale del “Financial times”, cioè a “Ft Locations” e alla possibilità di contare su «competenze verticali e basi dati proprietarie (tra cui “fDi Benchmark” e “fDi Markets”).

Il risultato: un appalto da 140mila euro affidato per via diretta con il decreto n. 455 della vigilia di Natale. Titolo: «Affidamento predisposizione studio necessario alla definizione delle strategie, opere e infrastrutture da realizzare per generare vantaggi economici duraturi per l’AdSP Ms».

È nello stesso provvedimento che si motiva la ragione dell’affidamento «senza previa pubblicazione di un bando». Lo consente una doppia norma contenuta nel “Codice dei contratti pubblici”: da un lato, si stabilisce come si possa procedere all’affidamento diretto, «anche senza consultazione di più operatori economici», qualora la cifra sia, appunto, sotto i 140mila euro; dall’altro, non c’è bisogno di bando se si tratta di qualcosa che può essere fornito «unicamente da un determinato operatore economico a causa dell’assenza di concorrenza per motivi tecnici, ovvero a causa di tutela di diritti esclusivi».

La sede dell’Authority di Cagliari

Ma fin qui si è puntato il faro sulla modalità. E la motivazione della scelta? In nome di «una futura programmazione degli interventi e di una futura promozione dell’ente», l’Authority punta ad «attrarre investitori stranieri». Dunque, è necessario entrare nel loro “radar”: a cominciare dal fatto di «procedere ad uno studio approfondito per la definizione delle strategie, opere e infrastrutture da adottare/realizzare».

Detto in altri termini: la Sardegna qualcosa da valorizzare ce l’ha («posizione sul corridoio Est–Ovest del Mediterraneo, incentivi Zes Unica e Zona Franca di Cagliari, eccetera») e però finora non ha nelle proprie mani la bussola giusta, cioè «uno strumento strategico e operativo – si afferma nell’atto – per l’attrazione di investimenti che consentirebbe di individuare le migliori soluzioni di mercato, con alto contenuto innovativo e forte impatto anche in termini di entrate».

Pubblicato il
9 Gennaio 2026
Ultima modifica
12 Gennaio 2026 - ora: 20:48

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio