Dopo lo scontro frontale, Salvini e Schifani trovano l’intesa su Tardino
Ok alla nomina dell’ex eurodeputata leghista (e al bis del forzista alla Regione Siciliana)

Annalisa Tardino
PALERMO. Il ministro delle infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, leader leghista, e il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, esponente forzista di primo piano, alla fine hanno trovato la quadra: Schifani dà a Salvini il via libera per Annalisa Tardino come presidente dell’Authority palermitana che ha in mano il timone del sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale e Salvini annuncia l’ok al bis di Schifani al vertice della giunta regionale sicula.
L’iter della nomina dell’ex europarlamentare leghista Tardino alla guida della portualità palermitana era cominciata, in realtà, con uno strappo: nella sfilza di gomitate interne al centrodestra nella complicata partita delle presidenze delle istituzioni portuali di tutta Italia (che, non dimentichiamolo, ha tenuto in scacco per mesi e mesi la procedura con il provocatorio impasse in commissione parlamentare), a un certo punto il ministro aveva deciso di forzare la mano e, disattendendo le aspettative, aveva nominato come commissaria una esponente del suo partito. La Regione Siciliana, anch’essa in mano al centrodestra, non l’aveva presa benissimo e aveva impugnato di fronte al Tar il provvedimento.
Ma il clima è cambiato: più tardi a Palermo lo scontro è diventato via via meno aspro, ancor più tardi si è trovato il modo di far finire la guerra fratricida in commissione e si è arrivati a sbloccare le nomine dei presidenti. Insomma, la cosa era nell’aria: ora, acquisita l’intesa Regione-ministero, c’è solo da passare il vaglio delle commissioni parlamentari. A dire il vero, non è un passaggio stretto: poco più che una formalità, e tuttavia è la stessa Tardino a mettere le mani avanti con prudenza, esultando perché la situazione è uscita dall’impasse ma al tempo stesso, siccome non si sa mai, parlando «con la prudenza e il rispetto istituzionale per le audizioni in Parlamento che dovranno suggellare questa scelta e completare l’iter di nomina».
A suggellare il nuovo clima sulla portualità all’interno della coalizione di governo potrebbe essere anche un dettaglio minore: è stato il numero uno di Assoporti, Roberto Petri, esponente di rango di Fratelli d’Italia, a delegare Tardino a rappresentare la posizione dei porti italiani in un conclave europeo sull’Ets.
In effetti, proprio in campo europeo Tardino ha mostrato un grande attivismo: logico che abbia (giustamente) fatto valere l’esperienza nell’Europarlamento, tutto questo ha fatto guadagnare visibilità e ruolo alla portualità palermitana.
«Non sono stati mesi facili, ma se è vero che le difficoltà formano il carattere e ti costringono a imparare alla svelta, per me è stato così», dice ora la commissaria dell’Authority palermitana commentando la decisione del ministro e del presidente della Regione Siciliana di nominarla presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale: pur con tutte le cautele già dette sul passaggio in commissione, «mi riempie orgoglio e mi fornisce – afferma – un’eccezionale spinta per procedere sulla strada imboccata nell’interesse dei porti che mi sono stati affidati».
«Sono sempre più convinta – conclude la presidente designata – che il lavoro e la correttezza paghino, e questi saranno i fari che impronteranno la mia presidenza, contando su una squadra di collaboratori che mi ha consentito di bruciare le tappe e affrontare i dossier aperti con serenità e competenza. Ma la nostra nave ha solo mollato gli ormeggi, oggi ci attende una navigazione che spero, e credo, sicura».











