Capitale del mare: Livorno non ce l’ha fatta, il titolo assegnato a Ravenna
Dal ministero per le politiche del mare un “premio” da un milione di euro

“Capitale del mare” edizione 2026: il ministro Nello Musumeci proclama Ravenna vincitrice
ROMA. È andato alla città di Ravenna il titolo di “capitale italiana del mare 2026”. Alla presenza del ministro Nello Musumeci, che nel governo Meloni è il titolare delle deleghe per la protezione civile e le politiche del mare, è avvenuta la proclamazione nel corso di una cerimonia a Roma, nella sala monumentale della Presidenza del consiglio dei ministri.
Nell’annuncio viene riferito che «Ravenna ha superato la concorrenza di Ancona, Gaeta, Riccione, Brindisi, Taranto, Santa Cesarea Terme e Policoro, candidate al titolo». Livorno non ce l’ha fatta: secondo quanto riportato dal “Tirreno”, era finita fra le finaliste. Peraltro, la concorrenza era agguerrita: oltre alle località già citate, si erano fatte avanti realtà grandi e piccole come La Spezia, Genova o Camogli, ma anche Cagliari, Lampedusa, Scicli, Latina, Jesolo o Cavallino Treporti, solo per citarne alcune in un ventaglio affollatissimo di oltre una cinquantina di candidature.
Il Comune romagnolo si aggiudica un “premio” di un milione di euro che vale come contributo per finanziare iniziative sotto il segno della cultura marittima. Il titolo di “capitale italiana del mare” nasce per aiutare lo sviluppo di iniziative che puntino a valorizzare la promozione della cultura del mare.
«Questo risultato è la dimostrazione di come solo lavorando insieme si riescano ad ottenere risultati significativi», dice a “Ravenna Today” il sindaco ravennate Alessandro Barattoni, alla guida di una amministrazione di centrosinistra, protagonista nei mesi scorsi di una aspra polemica con il governo dopo aver bloccato il transito dal porto di Ravenna di due container di armi destinati al porto di Haifa in Israele quando la mobilitazione pro-Gaza era al culmine.

Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna, interviene alla cerimonia di Roma dopo la proclamazione della sua città come “capitale del mare 2026”
DALL’ARCHIVIO/2: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si riferisce del gran numero di città e borghi che si stavano facendo avanti annunciando la propria candidatura come capitale del mare
A esaminare le candidature è stata una giuria presieduta dal capitano di fregata (Cp) Tiziana Manca (Corpo delle Capitanerie di Porto). Al suo fianco: Nicola Porro, giornalista, firma di punta del “Giornale”, attivissimo online con un blog che è il riferimento per la destra liberista; Massimo Caputi, amministratore unico di Feidos, operatore di rango nel campo nella finanza del “mattone”; Claudio Ferrari, prof di economia applicata all’ateneo genovese; Manuel Orazi, architetto e docente all’Università della Svizzera Italiana.
«Questa iniziativa che coinvolge tutti i Comuni affacciati sul mare, nasce per rendere competitivo il valore delle comunità, e ha dimostrato la concreta partecipazione delle articolazioni dello Stato a questo premio»: queste le parole del ministro Musumeci. Curiosamente, riprende una distinzione standard sulla quale aveva insistito il sindaco Luca Salvetti lanciando la candidatura di Livorno come “capitale del mare”: «Un vecchio pescatore livornese qualche anno fa mi disse che c’è un enorme differenza tra una città sul mare e una città di mare» (per dire che per l’una il mare è solo una connotazione geografica mentre per l’altra è vita, cultura, dna).
Ecco il ministro siciliano: «Abbiamo 8mila chilometri di coste, lungo le quali ci sono “città con il mare” e “città di mare”, e la differenza non è banale: la “città con il mare” fa del mare un paesaggio, ma non plasma l’identità di quella comunità; le “città di mare” hanno visto il mare condizionare e plasmare l’identità, l’economia a volte il proprio linguaggio». Ma per Musumeci è necessario «superare questo divario». Come? «Serve – dice durante la cerimonia di proclamazione – un approccio diverso verso la cultura del mare, con acquisizione di nuove abilità, attraverso iniziative culturali, con il sostegno di scuole e famiglie, perché del mare non possiamo occuparci solo da maggio a settembre». Infine, i complimenti a Ravenna, sottolineando: «Questa è una gara che può stimolare progetti, creatività e sfide, e credo che alla fine a vincere sia l’Italia».











