Autotrasporto, il fronte di Unatras: blocchiamo i Tir da 25 al 29 aprile
Invece il fermo di Trasportounito sospeso dopo la morte di un camionista

ROMA. Lo “sciopero” dell’autotrasporto è stato, da un lato, sospeso e, dall’altro, è stato annunciato il blocco dei Tir a fine maggio. Si tratta dell’incrociarsi delle decisioni relative alle proteste delle imprese di trasporto merci via camion riguardo al medesimo motivo: la contestazione del caro gasolio che sta strangolando il settore in virtù dell’impennata dei prezzi del carburante.
È stata sospesa l’agitazione iniziata poche ore prima (e in agenda fino al 24) per iniziativa di Trasportounito: la decisione di fermare la lotta è stata presa in seguito alla tragedia che ha visto la morte di un camionista investito da un’auto a Caserta nella notte. A quanto è dato sapere, l’uomo, 55 anni, piccolo imprenditore del settore, stava partecipando alla predisposizione di un presidio: secondo le prime ricostruzioni, è stato travolto mentre stava scendendo dal suo mezzo: secondo quanto riporta “Caserta News”, è accaduto «sulla “A1” zona Caserta Sud nel comune di Marcianise poco prima dello svincolo per l’”A30”.
«Siamo sconvolti», dice Maurizio Longo, leader di Trasportounito, che ha subito deciso di sospendere la protesta. «Sentiamo il dovere di unirci al dolore della famiglia, sottolineando una volta di più quanto la vita dei nostri associati sia davvero legata a un filo sempre più sottile, in una crisi che è ormai globale e probabilmente irrecuperabile».

Maurizio Longo, leader di Trasportounito
Ma questa è solo un lato della medaglia. Come annunciato giorni fa, oggi lunedì 20 aprile è arrivata l’indicazione delle date del fermo dell’autotrasporto proclamato invece da Unatras, il fronte di una galassia di associazioni di categoria della quale Trasportounito non fa parte. Inizierà alla mezzanotte prima dell’alba del 25 maggio e andrà avanti fino alla mezzanotte del 29 maggio.
Nell’annunciarlo, Unatras tiene a sottolineare la propria distanza da una sigla del tutto estranea al proprio coordinamento: lo ripete ricordando di essere «l’organismo unitario che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane di autotrasporto» sotto la guida del presidente della Fai Paolo Uggè. Dopo aver espresso «il più profondo cordoglio per la morte dell’autotrasportatore investito sull’autostrada A1» (e aver inviato «alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone a lui vicine la solidarietà dell’intera categoria»), si sottolinea che «i fatti impongono una distinzione netta»: il fermo nel quale si è verificata la tragedia – viene messo in luce – è stato proclamato da chi, al di fuori di Unatras, «ha agito unilateralmente ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa».
Dietro i rilievi della Commissione c’erano due aspetti; per un verso, «la violazione del preavviso minimo obbligatorio» («la proclamazione è avvenuta a soli 20 giorni dalla comunicazione alla Commissione, a fronte dei 25 giorni previsti»); sotto un secondo profilo, era «mancato il rispetto della regola della rarefazione oggettiva» (cioè «il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto previsto dalla legge 146/1990»). È stata, secondo quanto comunica Unatras, «una violazione consapevole, non un errore procedurale: un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa mira a prevenire». Unatras giudica «inaccettabile» tutto questo e mette sul tavolo due sottolineature: 1) «non intende partecipare a tavoli istituzionali con chi non rispetta le regole»; 2) chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti «l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge 146/1990».

Paolo Uggè, storico punto di riferimento dell’autotrasporto, ora guida il coordinamento Unatras
Il cuore della nota ufficiale riguarda però l’annuncio delle date della protesta messa in campo dal coordinamento di Unatras, che prima l’aveva annunciata sulla base delle assemblee in un centinaio di città, poi venerdì scorso aveva confermato la decisione segnalando che le date sarebbero state rese note oggi lunedì in una comunicazione formale alla Commissione di garanzia. Come detto, alla mezzanotte prima dell’alba del 25 maggio e andrà avanti fino alla mezzanotte del 29 maggio (e questo rimarcando che in tal modo l’iniziativa di lotta rispetta le regole: «preavviso di 25 giorni, comunicazione formale alla Commissione, servizi minimi garantiti e modalità conformi al Codice di autoregolamentazione dei servizi pubblici essenziali»).
Unatras torna a rivolgere al Governo un «appello chiaro: il tempo delle risposte interlocutorie è finito». Sotto la luce dei riflettori c’è l’esigenza di «misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante», in quanto l’autotrasporto è «un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole».
Venerdì scorso, annunciando questo fermo il coordinamento del fronte delle associazioni di autotrasporto guidato da Uggè aveva chiesto al governo una serie di provvedimenti specifici relativamente ai quali agire «urgentemente»:
- emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise («pari a 200 euro ogni mille litri di gasolio acquistato»);
- interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale «la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali»;
- attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise;
- adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo











