Il festival che punta sulla robotica amica: occhi su tecnologie e disabilità
È nel nome del prof. Mosca e guarda all’inclusione più che alle performance

La presemtazione del festival della robotica a Pisa
PISA. Quest’anno nel festival della robotica troverete l’innovazione che preme l’acceleratore tech. Forse ci stupirà con effetti speciali, ma non è quello il punto: stavolta si vuol affermare una nuova prospettiva che vede nell’innovazione qualcosa che ci faccia più umani e solidali anziché più performanti e perfetti com’è il cielo di Nostra Signora dei Robot. È dedicato da quest’anno alla memoria del suo ideatore, il professor Franco Mosca, e ha l’ambizione di rivoluzionare l’angolo della visual: la robotica e l’intelligenza artificiale, come possono dare una mano a ragazzi con disabilità.
Come dicono gli organizzatori, «uno spazio di incontro, sperimentazione e riflessione in cui le tecnologie emergenti diventano strumenti di inclusione, supporto e gioco per bambini e ragazzi con differenti abilità motorie, cognitive e sensoriali». Per dirla in altro modo: l’edizione 2026 del festival – viene fatto rilevare – «non sarà solo una vetrina di tecnologie avanzate, ma un’esperienza partecipata che valorizzerà le capacità di ciascun individuo, promuoverà la collaborazione tra ricerca scientifica, associazioni e imprese e racconterà un nuovo modo di intendere l’innovazione tecnologica: più umana, più condivisa, sperabilmente, più accessibile». Da tradurre: oltre le barriere, contando sulla collaborazione tra ricerca scientifica, associazioni e imprese.
La rassegna è in cartellone dal 15 al 17 maggio: appuntamento al Centro Coni di Tirrenia (Pisa) con un programma curato dal professor Mauro Ferrari, presidente della Fondazione Tech Care che organizza l’evento in tandem con il Comune di Pisa, l’Irccs Fondazione Stella Maris, l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna. A ciò si aggiungano il supporto di numerosi centri clinici e di ricerca nazionali e di associazioni dedicate alla disabilità così come il sostegno di Regione Toscana, Consiglio regionale della Toscana, Fondazione Pisa e Fondazione Arpa. La partecipazione al Festival è gratuita. Il programma ufficiale e i link per registrarsi e iscriversi alle attività sono disponibili sul sito ufficiale www.roboticafestival.it.
Nell’agenda della “tre giorni”, fra i numerosi spunti di riflessione e sperimentazione inclusiva, vanno segnalati i momenti di riflessione guidata: pensata per «far emergere e mettere in discussione – viene spiegato – stereotipi e pregiudizi legati alla disabilità: attraverso brainstorming, disegni, parole chiave e confronto, i partecipanti saranno invitati a interrogarsi sulle rappresentazioni più comuni della disabilità e sui bisogni che spesso vengono attribuiti in modo automatico alle persone».
Non mancheranno attività ludiche svolte da bambini e ragazzi con e senza disabilità («in un contesto di sana competizione») sono organizzate in collaborazione con le associazioni delle famiglie: queste ultime parteciperanno alla progettazione dei giochi e alle esperienze interattive. Non solo: per fare sport insieme si potranno provare il tiro con la balestra, l’arrampicata adattata, la boccia paralimpica, il robo-basket. Ma anche esibizioni di touch-tennis e la gara di ciclismo adattato.
Al festival della robotica i più piccoli potranno incontrare Abel: si tratta di un robot umanoide realistico progettato per interagire in modo naturale, coinvolgente ed empatico con le persone. Di più: potranno inoltre sperimentare il controllo di altri robot umanoidi attraverso app, controller e comandi vocali e imparare a costruire un robot con l’intelligenza artificiale.
Da non dimenticare, tra le dimostrazioni, la “carrozzina abilitante alla balneazione” (Cab): una soluzione senza cavi né batterie e nemmeno elettronica, pensata per «favorire l’accesso al mare e alla balneazione da parte di persone con disabilità motoria». È nata da tecnologie derivate dal settore subacqueo e funziona con un sistema di propulsione pneumatica. A curare la dimostrazione saranno Vincenzo Genovese (Istituto di Biorobotica del Sant’Anna), Marco Presenti (Ingegnere meccanico), Davide Bani e Alberto Gabbrielli (Cineclub Arsenale, Bagno degli Americani), Soriano Ceccanti (esperto di sistemi per la mobilità).
In programma anche la dimostrazione di una carrozzina motorizzata per “outdoor” e ambienti impervi, a cura di Francesco Bucchi (Università di Pisa) e Luca Miglino (Università di Pisa). Senza contare le dimostrazioni di cani robot a cura di Manolo Garabini (Università di Pisa) e la demo sul percorso moto di Nicola Dutto. Tra gli spettacoli in calendario: sabato 16 ore 15 l’esibizione di Andrea Barbini al pianoforte e in serata alle 21 il talk show con Francesco Fanucchi e Ivano Bisi, moderato da Saso Zappia.
All’interno del cartellone c’è spazio anche per tre tavole rotonde:
- la prima sarà dedicata ai bisogni e alle aspirazioni delle persone con disabilità e al diritto a costruire un progetto di vita pieno e autodeterminato;
- la seconda affronterà l’innovazione responsabile in età evolutiva, mettendo in dialogo ricerca, impresa, clinica e assistenza per comprendere come robotica e intelligenza artificiale possano diventare strumenti sostenibili e strutturali nei percorsi pediatrici;
- la terza si occuperà del rapporto tra robotica, intelligenza artificiale e disabilità, esplorando autonomia, rappresentazione pubblica e sport come laboratorio per interrogare potenzialità, limiti e disuguaglianze delle tecnologie applicate al corpo e alla vita quotidiana.
Gli organizzatori hanno previsto in calendario una “call for solutions”: in ballo – viene messo in risalrto – la raccolta di «proposte operative e immediatamente implementabili nell’ambito della robotica e dell’intelligenza artificiale, valorizzando soluzioni semplici, adattamenti intelligenti di tecnologie già esistenti o modelli organizzativi replicabili». Come dire: non tanto ricerche sperimentali avanzate quanto semmai applicazioni concrete.
Così il commento di Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, che si dice orgoglioso di contribuire a un’iniziativa che mette «la tecnologia al servizio delle persone, promuovendo inclusione, partecipazione e qualità della vita fin dall’età evolutiva». Impossibile non ricordare il professor Franco Mosca: è stata – dice il rettore – una figura che «ha saputo unire visione scientifica, attenzione ai bisogni della persona e impegno civile. Robotica e intelligenza artificiale sono oggi strumenti straordinari non solo per la ricerca, la collaborazione tra università, centri clinici, associazioni e imprese dimostra come l’innovazione possa diventare un bene condiviso, capace di abbattere barriere e generare una società più equa e accogliente».
Queste le parole di Mauro Ferrari, presidente della Fondazione Tech Care e direttore scientifico del festival, per sottolineare la tripla novità di questa edizione 2026: «la prima intitolata alla memoria dell’ideatore del festival, Franco Mosca; la prima focalizzata sul tema della disabilità nell’età evolutiva; la prima che non si svolge nel centro cittadino». Ma il focus resta lo stesso: divulgare conoscenza e consapevolezza del ruolo che intelligenza artificiale e robotica giocano nella vita di ciascuno. «Il tema scelto, quello della disabilità, è certamente aggregante, – afferma – e l’obiettivo che la tecnologia possa contribuire a creare una società inclusiva è stimolante e da perseguire. Abbiamo potuto organizzare il Festival su questi temi perché, sia nell’ambito della robotica sia in quello della disabilità, nel nostro territorio sono presenti istituzioni di eccellenza e tutte le componenti necessarie, incluso un centro dove la dimensione sportiva è valorizzata ai massimi livelli. Attività ludiche, giochi e gare sono la cifra distintiva di questa edizione: bambini e ragazzi, con o senza disabilità, saranno insieme in questi giochi».
Ferrari ricorda anche che sarà presente «uno spazio espositivo dove centri di ricerca, aziende e associazioni mostreranno, anche in modo interattivo, il punto più avanzato dell’innovazione». Senza dimenticare dibattiti e tavole rotonde su temi quali la ricerca, il progetto di vita, il “dopo di noi”, lo sport e l’intelligenza artificiale: «Ascolteremo i punti di vista di ricercatori, aziende e molte associazioni impegnate a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. “Robot & Kids” non è solo per ragazzi con disabilità e per le loro famiglie: è per tutti quelli che credono che la società non debba lasciare indietro nessuno, usando a questo fine la potenza della tecnologia».











