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CONFINDUSTRIA

Infrastrutture di telecomunicazioni, Luca Corti al timone di Anie Sit

«Il settore sarà chiamato ad affrontare una grande trasformazione»

Luca Corti presidente di Anie Sit

MILANO. All’interno di Anie, l’associazione di categoria che raggruppa la vasta galassia delle imprese tecnologie elettrotecniche ed elettroniche, c’è Anie Sit, cioè la sigla che raccoglie le aziende che si occupano di realizzare, manutenere e gestire le infrastrutture fisse e radiomobili per le telecomunicazioni e servizi associati: un settore che ha un fatturato aggregato annuo attorno ai 4 miliardi. Obiettivo: accompagnare «la trasformazione del settore delle telecomunicazioni verso un modello sempre più integrato tra connettività, cloud, data center e intelligenza artificiale». L’assemblea ha eletto Luca Corti presidente per il prossimo biennio, al suo fianco come vice avrà Luigi Piergiovanni, che è ex presidente.

Corti è un manager che ha dalla sua oltre vent’anni di esperienza nel settore delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali: è attualmente ha la responsabilità di guidare il settore vendite di Sirti Telco Infrastructures ed è membro del “global leadership team” del Gruppo Sirti. Nella sua carriera ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in aziende di rilievo nel settore – tra le quali Nokia, Alcatel-Lucent e Huawei – e ha maturato «una profonda conoscenza delle dinamiche industriali e tecnologiche che stanno trasformando il mercato delle telecomunicazioni», com’è stato sottolineato annunciando il suo incarico.

Da qui al 2028 ci attende «una fase di svolta per l’intera filiera», viene sottolineato dalla nuova guida dell’organizzazione di categoria: l’ha detto nel programma presentato all’assemblea. Con il completamento della stagione dei grandi investimenti infrastrutturali legati al Pnrr e l’avvento del Digital Networks Act (Dna), il settore – quarta l’argomentazione – sarà «chiamato ad accompagnare la trasformazione degli operatori di telecomunicazioni da fornitori di connettività a piattaforme tecnologiche integrate capaci di erogare servizi digitali avanzati».

Cosa c’è in testa alle priorità individuate da Anie Sit?

  • la semplificazione dei processi autorizzativi e il miglioramento dell’efficienza operativa (così da «garantire maggiore certezza della produttività in campo»;
  • il sostegno allo “switch-off” della rete in rame («il Dna lo fissa entro il 2030-2035»);
  • il rafforzamento della sostenibilità economica delle imprese della filiera;
  • lo sviluppo delle competenze necessarie ad accompagnare l’evoluzione tecnologica del settore.

Tutto questo è accompagnato dalla sottolineatura che particolare attenzione sarà dedicata alle opportunità offerte – viene indicato – da «tecnologie emergenti come 6G, “edge computing”, cybersecurity, cloud e data center». Con una proposta specifica da avanzare in questo contesto da parte di Anie Sit: la creazione di un “Tavolo per le Infrastrutture Digitali Evolute”, con «l’obiettivo di proporsi a investitori pubblici e privati come partner di riferimento per la realizzazione di micro-data center distribuiti sul territorio». Non è finita: in parallelo, l’organizzazione di categoria «promuoverà lo sviluppo di sinergie con i comparti energia e trasporti di Federazione Anie» così da favorire «la diffusione di soluzioni innovative a supporto delle smart grid, della mobilità elettrica e delle infrastrutture digitali del futuro».

Queste le parole di Luca Corti, neo-presidente di Anie Sit: «Assumo la presidenza di Anie Sit con grande senso di responsabilità, determinato a proseguire il percorso di crescita e di consolidamento che la nostra associazione ha costruito negli ultimi anni». Aggiungendo poi: «Il biennio 2026-2028 rappresenta una fase decisiva per l’intero comparto delle telecomunicazioni: si chiude la stagione dei grandi investimenti infrastrutturali e si apre una nuova fase, caratterizzata dallo sviluppo di reti sempre più intelligenti e dalla crescente convergenza tra connettività, cloud, data center e intelligenza artificiale».

A giudizio di Corti, dentro questo scenario di profonda evoluzione, Anie Sit dovrà essere «punto di riferimento per le imprese associate, promuovendo semplificazione normativa, sostenibilità economica, innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro». E poi: «Credo fortemente che il capitale umano sia il vero fattore abilitante della trasformazione digitale e che il ruolo dell’associazione debba essere quello di favorire collaborazione, formazione e accesso alle opportunità di crescita».

Pubblicato il
12 Giugno 2026

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