Metinvest Adria, così si coinvolgono le imprese locali per le ricadute sul territorio
Segnali di disponibilità da parte dello stato maggiore del gruppo investitore

L’incontro con i rappresentanti di Metinvest Adria nella sede confindustriale di Piombino
PIOMBINO (Livorno). A che punto siamo con il progetto industriale Metinvest Adria relativo al polo siderurgico di Piombino: sotto la lente d’ingrandimento il livello di avanzamento dell’iniziativa così come “le prospettive di sviluppo economico e occupazionale collegate alle prossime fasi del progetto, dalla cantierizzazione fino alla piena operatività dell’impianto”, com’è stato sottolineato dal quartier generale confindustriale. Anzi, qualcosa di più di un semplice aggiornamento sullo stato dell’arte: una occasione concreta per “favorire il dialogo diretto tra Metinvest Adria e il tessuto imprenditoriale locale, anche attraverso la condivisione di un canale di contatto dedicato alle aziende interessate a proporsi per le diverse fasi di realizzazione e gestione del progetto”, secondo quanto specificato dall’organizzazione datoriale.

Tavolo dei relatori
Proprio a tal proposito, in base a quel che viene riferito, il direttore del progetto di Metinvest Adria, Sergio Carnale, ha ribadito la centralità del tessuto imprenditoriale locale nello sviluppo del piano: “Questo incontro rappresenta un ulteriore passaggio concreto del percorso che stiamo costruendo sul territorio. Vogliamo proseguire con il dialogo aperto anche con il sistema imprenditoriale locale, condividere lo stato di avanzamento del progetto, illustrare i passaggi fondamentali e le necessità legate alle varie fasi di sviluppo”. Aggiungendo poi che, beninteso “nel pieno rispetto delle procedure di selezione e dei requisiti previsti”, il progetto Metinvest Adria vuol puntare a favorire “la più ampia partecipazione possibile delle imprese del territorio alle opportunità che nasceranno”. Con una indicazione chiara che lega il successo del progetto anche alla “capacità di coinvolgere la filiera locale, valorizzandone competenze, know-how e capacità produttiva”.
“Ospitare questo momento di confronto nella nostra sede riafferma il ruolo centrale che il presidio territoriale di Confindustria Toscana Centro e Costa vuol avere come punto di raccordo e di facilitazione economica”: queste le parole del coordinatore Nedo Bertini. “Piombino e la Val di Cornia – ecco la sua sottolineatura – stanno vivendo una fase di profonda trasformazione: essere presenti, informati e pronti a governare questi processi è l’unico modo per garantire che lo sviluppo industriale sia sostenibile e realmente integrato con la nostra comunità economica”.
Nel frattempo, a distanza di poche ore, in concomitanza con il faccia a faccia di Piombino, a Roma la sede del ministero delle imprese e del Made in Italy ha ospitato incontri importanti per il futuro del polo siderurgico. Sulla scia – viene fatto rilevare – sia della firma dell’accordo di programma con Jsw dello scorso 9 luglio (“un’intesa fondamentale che garantisce la continuità e la salvaguardia occupazionale per tutti i 1.260 lavoratori del sito industriale di Piombino nella fase di transizione verso la realizzazione del polo green di Metinvest Adria”) sia della “ottima notizia” dello scorso 30 giugno relativa al via libera definitivo per il risanamento economico-finanziario dello storico stabilimento di Liberty Magona.
Da parte di Lino Iallorenzi, co-presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Toscana Centro e Costa, è stato messo l’accento sulle prospettive di modernizzazione e crescita della filiera: “La siderurgia di questo territorio esprime da sempre una tradizione straordinaria, fatta di professionalità e resilienza. Un impianto tecnologicamente avanzato come quello di Metinvest Adria rappresenta non solo una sfida, ma una straordinaria leva di modernizzazione per le nostre imprese”.
Iallorenzi tiene a rimarcare l’impegno di Confindustria: far sì che “questa transizione si traduca in occupazione di qualità e nella crescita di nuove competenze specialistiche sul territorio”. La volontà di creare un canale di dialogo diretto e strutturato con Metinvest è la chiave per consentire che “il valore aggiunto di questo grande investimento rimanga qui, integrandosi pienamente con la nostra filiera e con la Val di Cornia”.











