Genova Industrie Navali, il valore della produzione cresce del 58% in due anni
In aumento addetti (più 13%) e investimenti. Garrè confermato al timone

Ferdinando Garrè confermato presidente e amministratore delegato di Genova Industrie Navali com1
GENOVA. Il valore della produzione che arriva a un passo dalla soglia del mezzo miliardo di euro nel 2025: in crescita di oltre 13 punti percentuali rispetto all’anno precedente e del 58% nell’ultimo biennio. L’andamento della redditività che mostra dati positivi: l’Ebitda «è salito a 57 milioni del 2025 (rispetto ai 47 milioni del 2024)», con un Ebitda margin «in aumento di 0,9 punti percentuali nell’ultimo anno e di 4 punti rispetto a due anni fa». L’utile netto si è «attestato a 22 milioni di euro». Sono queste le cifre-chiave dei conti di Genova Industrie Navali spa (Gin): l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato del gruppo al 31 dicembre 2025. Con una sottolineatura: dai numeri emerge la conferma della «crescita sostenibile e della solidità di uno dei più rilevanti operatori privati della cantieristica in Italia e nel Mediterraneo».
Contestualmente è stato rinnovato il consiglio di amministrazione, che resterà in plancia di comando fino al 2028: Ferdinando Garrè (Effe.Gi. Group) è stato riconfermato al timone come presidente e amministratore delegato, mentre Marco Ghiglione (In.Ge.) continuerà a ricoprire il ruolo di vicepresidente. A completare il consiglio i nomi di Marco Bisagno (In.Ge.), Pierenrico Beraldo (Effe.Gi. Group), Aldo Negri (Finsea), Luigi Negri (Finsea) e Eugenio Santagata (Fincantieri).
Stiamo parlando di una realtà che, fondata 18 anni fa, è riuscita a conquistarsi la scena come «uno dei principali protagonisti europei nei settori delle costruzioni, riparazioni, trasformazioni e demolizioni navali, nonché uno dei più rilevanti operatori privati della cantieristica in Italia». L’identikit del gruppo conta su «11 società controllate e 10 collegate, oltre 400mila metri quadrati di infrastrutture e 2.560 metri di banchine attrezzate tra Genova, Marsiglia e Piombino». Altri numeri che indicano bene la fisiognomica di questa costellazione di imprese: «Gestisce otto bacini di carenaggio e quattro cantieri navali, impiega circa 850 dipendenti e genera un indotto medio specializzato equivalente a oltre 2mila addetti, coinvolgendo più di 3mila fornitori».
È da aggiungere che, nel corso dell’esercizio, il gruppo ha realizzato investimenti «per circa 18 milioni di euro»: sono stati destinati «all’ammodernamento delle infrastrutture cantieristiche, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica». Quanto all’impatto occupazionale sul territorio, vale la pena di notare che «nell’ultimo anno il numero dei dipendenti è aumentato del 13%».
Relativamente alle prospettive, Gin annuncia che, «con oltre 200 progetti di riparazioni e refit all’attivo e sei unità in costruzione», anche quest’anno si caratterizza per «un’intensa attività operativa su tutti i principali cantieri del gruppo». Lo ripete sottolineando che il «solido portafoglio ordini getta le basi per un’ulteriore fase di consolidamento e sviluppo», e questo a conferma del «ruolo di leadership di Genova Industrie Navali nel settore».











