Terminali Italia avrà in mano la gestione del nuovo polo intermodale di Orte
Salgono a 23 i terminal che in Europa vengono gestiti da Fs Logistix

L’infrastruttura gestita da Terminali Italia società controllata da Fs Logistix
ROMA. Sarà Terminali Italia, società della galassia di Fs Logistix, a prendere in mano la gestione del terminal intermodale di Orte. Avverrà operativamente dal prossimo mese di gennaio. Dal quartier generale dell’azienda ferroviaria del gruppo Fs, il colosso pubblico nazionale, si presenta l’operazione come «un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento dell’offerta integrata di Fs Logistix, con particolare attenzione allo sviluppo dell’intermodalità ferro-gomma». A questo punto saranno 23 i terminal gestiti sul territorio europeo da Fs Logistix: anche per questa via si ha la conferma del «ruolo strategico del trasporto ferroviario merci per una logistica più efficiente, competitiva e sostenibile».
Dalla sua, il terminal di Orte ha anche la collocazione geografica: è «in una posizione baricentrica lungo le principali direttrici di collegamento nazionali», e a giudizio di Fs Logistix si candida a «diventare un nodo di riferimento per i traffici merci tra Nord e Sud del Paese, con potenzialità di connessione verso il versante adriatico e i principali corridoi europei». La nuova infrastruttura – viene fatto rilevare – contribuirà ad «ampliare la capacità della rete di terminal e servizi di Fs Logistix nel Centro Italia, mettendo a disposizione del mercato un impianto in grado di supportare nuovi collegamenti ferroviari e intermodali nazionali e internazionali».
In effetti, la posizione dello scalo – e la conferma arriva proprio dal quartier generale dell’azieda ferroviaria – rappresenta «uno dei principali fattori distintivi dell’iniziativa». Basti dire che il terminal è «collegato direttamente al nodo ferroviario di Orte», che è «punto di intersezione tra la direttrice Roma-Firenze, la linea Orte-Falconara e il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo». Senza contare che «è prossimo ai principali assi stradali, tra cui l’autostrada A1 Milano–Napoli e la E45/ss675». A ciò si aggiunga, detto per inciso, la vicinanza tanto a Roma che al porto di Civitavecchia come pure ai principali distretti produttivi dell’Italia centrale. Tutto questo, com’è stato messo in risalto, «rafforza il potenziale dello scalo come piattaforma a servizio delle filiere industriali e distributive».
Va detto che il terminal può contare su 96mila metri quadrati di piazzali, tre binari dedicati alle operazioni intermodali, gru semoventi, locomotori di manovra e attrezzature specializzate per la gestione delle unità di trasporto intermodale. Il polo – si ribadisce – nasce per servire un bacino logistico e produttivo ampio e diversificato: dalla logistica distributiva e grande distribuzione dell’area romana, anche in ottica di retroporto della Capitale, al polo siderurgico di Terni, al polo chimico di Narni, al distretto della ceramica di Civita Castellana e al comparto agroalimentare della Tuscia.

Sabrina De Filippis di Fs Logistix
Così il commento di Sabrina De Filippis, amministratrice delegata di Fs Logistix: «L’ingresso del Terminal Intermodale di Orte nel network di Terminali Italia si inserisce nella visione sistemica a completamento delle infrastrutture strategiche del Lazio e rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la nostra presenza nel Centro Italia e accompagnare le imprese nella transizione verso modelli logistici più sostenibili, intermodali e integrati». Aggiungendo poi: «Il nostro obiettivo è lavorare fin da subito insieme al mercato per costruire nuovi collegamenti e servizi capaci di rispondere alle esigenze delle filiere produttive e distributive del territorio, valorizzando il ruolo della ferrovia come leva di competitività e sostenibilità».











