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Crociere, l’alta gamma strizza l’occhio alla Sardegna: ecco i numeri

Arrivi soprattutto in autunno: allunga la stagione e decongestiona l’estate

La nave da crociera Sea Cloud Spirit nel porto di Olbia

CAGLIARI. Dall’inizio di settembre a poco dopo Natale si contano ben 54 approdi del segmento “luxury” e “ultra-luxury” negli scali dell’Authority del mar di Sardegna: il segnale lo dà il ritorno a Olbia della nave da crociera “Sea Cloud Spirit” che può contare su una lunghezza di 138 metri e tre alberi a vele quadre.  Come tutte le unità dello stesso segmento, è progettata per raggiungere porti e destinazioni non sempre accessibili alle grandi navi del mercato contemporary. Obiettivo: offrire «un’esperienza di viaggio orientata alla qualità e all’esclusività», spiegano dal quartier generale dell’istituzione portuale segnalando che si tratta di «elementi perfettamente corrispondenti all’offerta degli scali del sistema sardo».

Questa fascia di mercato risulta essere «un segmento sempre più strutturale per il sistema portuale sardo», viene ribadito dall’ente portuale snocciolando le cifre: su 298 approdi programmati nel 2026, il programma aggiornato ne prevede 96 riferiti ai segmenti “luxury” e “ultra-luxury”, con 26.500 passeggeri stimati sugli oltre 800mila crocieristi attesi per l’anno in corso.

Stiamo parlando di «numeri contenuti nei volumi»: tuttavia – questa la sottolineatura dell’Autorità di Sistema – potrebbero portare sul territorio, in un periodo di bassa affluenza, ricadute consistenti se li moltiplichiamo per «una spesa media a terra prudenzialmente attestabile sui 250 euro (ma che potrebbe, in alcuni casi, superare i mille euro), contro i circa 45 del passeggero delle crociere “contemporary”».

Come si distribuiscono sull’isola gli approdi? Cagliari ne registra 46, Olbia 29; ma sono Golfo Aranci, Porto Torres e Arbatax a mostrare la specializzazione più marcata: nello scalo gallurese tutti e 8 gli approdi effettuati appartengono al segmento “luxury”; a Porto Torres l’intero calendario è composto da 9 scali di fascia alta; ad Arbatax 4 sui 5 previsti.

Altrettanto significativa è notare come gli arrivi si distribuiscono nel tempo: vale la pena di registrare che «il picco è concentrato nei mesi autunnali», mentre ad agosto si registrano «appena 3 scali del segmento in tutto il sistema portuale, lasciando ampio spazio alle grandi navi del mercato “contemporary”». Sono dunque i mesi cosiddetti “di spalla” a evidenziare «la crescita più interessante: 16 scali a settembre, 23 ad ottobre, 12 a novembre e 3 a dicembre. Complessivamente l’ultimo quadrimestre raccoglie 54 dei 96 approdi “luxury” dell’intero anno».

L’arrivo della nave da crociera “Sea Cloud Spirit” apre in Sardegna «la parte più significativa dell’anno dedicata al crocierismo di lusso», come viene messo in risalto: da Olbia, dopo una sosta in “overnight” e lo sbarco di 106 passeggeri, principalmente tedeschi, la nave effettuerà un’operazione di “turn around”, con l’imbarco di 114 crocieristi per un tour esclusivo con tappe a Bonifacio, Portoferraio, Calvi, “overnight” ad Alghero, rada a Porto Cervo e sbarco, il 9, ad Olbia.

Quali sono le provenienze delle persone a bordo? Soprattutto Germania e Usa, poi Giappone, Svizzera, Inghilterra, Spagna, Austria ed Emirati Arabi. Tutti giunti ad Olbia – viene fatto rilevare – dai principali aeroporti europei collegati con lo scalo Costa Smeralda Karim Aga Khan. Alcuni sono arruvati con un giorno di anticipo e hanno soggiornato in città prima dell’imbarco: dall’Authority lo vedono come il segno tangibile di come «questo tipo di mercato, movimentando poche centinaia di passeggeri per nave, ben si concili con l’attuale offerta dei voli rispetto alle grandi unità “contemporary”, che richiedono più connessioni aeree e capacità».

Occorre tener presente che, sul piano commerciale, ulteriore punto di forza deriva dall’«ampliamento dell’offerta dei collegamenti aerei, tra tutti quello tra Olbia e gli Stati Uniti (New York e Newark, con Delta e United Airlines)». È una opportunità per gli scali del sistema portuale sardo, in virtù della vicinanza ai tre aeroporti isolani che «permette di mettere a valore anche la connessione con le banchine di Cagliari, Oristano, Arbatax, Portovesme, Golfo Aranci, Porto Torres e Santa Teresa, con il valore aggiunto del pernottamento in città prima e dopo la crociera», sottolineano dall’Authority.

Se ne ricava qualcosa che è bene osservare: il modello consente – viene sostenuto – di «coniugare sviluppo economico, qualità dell’accoglienza e minore pressione sulle infrastrutture portuali e urbane, particolarmente rilevante in un contesto di pregio ambientale e paesaggistico come quello sardo». Ma dall’ente portuale si mette l’accento su un aspetto: «Per una crescita adeguata e solida, è indispensabile un vero e proprio “cambio di pelle” dell’offerta turistica dell’Isola. A partire dalla necessaria programmazione di sempre più eventi orientati alla valorizzazione dell’identità territoriale, culturale e alla gastronomia, molto apprezzati dalla clientela del segmento crocieristico di lusso e non solo».

Così il commento di Domenico Bagalà, presidente dell’Authority del Mare di Sardegna: «I 96 approdi “luxury” e “ultra-luxury” programmati quest’anno nei porti del sistema sardo confermano che il crocierismo di fascia alta è oggi una componente organica e strutturale del mercato nell’isola. L’interesse di nuovi operatori internazionali e l’ingresso di importanti marchi dell’ospitalità dimostrano la capacità della Sardegna di affermarsi come destinazione competitiva per il turismo crocieristico di qualità. La concentrazione degli scali nei mesi di “spalla” è un’opportunità concreta per costruire nuove stagionalità, con benefici diffusi per i territori portuali e per l’intera filiera dell’accoglienza».

Bagalà mette in chiaro che l’Authority intende rafforzare questo percorso. Come? «Condividendo le strategie di marketing con istituzioni, società aeroportuali, operatori e compagnie». Aggiungendo poi: «Il consolidamento dei collegamenti intercontinentali su Olbia apre, inoltre, la concreta possibilità di sviluppare funzioni di “home port” in più scali del Sistema, portando nei nostri territori non solo la sosta di una giornata, ma il soggiorno che precede e segue la crociera. Strumenti indispensabili per consolidare ulteriormente la presenza degli scali dell’Autorità di Sistema nei principali itinerari del crocierismo mondiale di fascia alta».

Pubblicato il
2 Settembre 2026

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