Capraia, lo strano caso della benzina da record

Distributore stradale a Capraia
LIVORNO. Per chi si lamenta – giustamente – del prezzo di benzina e gasolio alla pompa, dovrebbe provare a far rifornimento su una delle isole livornesi, dove il carburante deve arrivare con le autobotti dalla costa. Solo che, anche sui traghetti, c’è isola e isola.
Per esempio, all’Elba le autobotti con la benzina viaggiano, con le opportune cautele, insieme anche alle altre merci e ai passeggeri. Per la lontana Capraia invece il gasolio viaggia con le corse normali, mentre la benzina deve viaggiare con una apposita corsia, riservata a una sola autobotte, senza passeggeri né merci. Ne deriva che a Capraia alla pompa (unica, in porto) la benzina costa più del gasolio perché deve scontare il costo del viaggio riservato. Non si può nemmeno far viaggiare due o più autobotti in un unico viaggio, perché il vecchio serbatoio dell’isola è tarato per un unico carico. Morale: in questi giorni un litro di benzina ha sfiorato i 3 euro. Alimentando uno scalcagnato ma fiorente contrabbando con barche private.
Della vicenda si occupa da sempre il Comune isolano: e infatti il neo-sindaco Marida Bessi è tornata alla carica con la Regione, che ha emanato la norma del viaggio esclusivo. La novità è che anche l’Asamar, l’associazione degli agenti marittimi, sta intervenendo con Firenze. Ce lo conferma Enrico Bonistalli, senza nascondere che si tratta di un problema di lana caprina, perché Capraia richiede una navigazione d’altura mentre per l’Elba è solo costiera.
Una soluzione almeno parziale sarebbe potenziare il serbatoio interrato in Capraia: ma anche qui, sono anni che è stato costruito un nuovo impianto per le pompe, decentrato dall’abitato del porto, ma non è stato mai autorizzato un nuovo e più grande serbatoio. Sicurezza, economia nel trasporto plurimo, turismo nautico…tante belle parole. Ma la Burocrazia, con la B maiuscola, fino ad oggi ha impedito tutto.
(A.F.)











