Salone nautico dei sogni proibiti

Salone Nautico Internazionale di Genova
Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico di Genova (1/6 ottobre) forse sarebbe più corretto, anche se più cinico ancora, auspicare che per l’economia dovremmo accontentarci di non cambiare niente nella speranza che cambi tutto.
Vabbè, è un gioco di parole. Forse sono anche e soltanto seghe mentali. Fatto sta che la nautica, non solo italiana, marcia ormai solo o quasi per i più abbienti, mentre annaspa per la gente comune: quella della barchetta fuoribordo, per la gitarella fuori dalla battigia, rigorosamente senza patente.
Le anticipazioni sul Salone di Genova sono chiare: data spostata per favorire i grandi yacht in trasferta da Montecarlo – altro salone da ricchi – gli spazi prevalenti riservati ai mega, il continuo crescere delle dimensioni (e dei prezzi) degli scafi un tempo popolari come i gommoni e i gozzetti, l’incremento delle potenze dei motori fuoribordo, oggi anche superiori ai 400 cv con cilindrate pari a quelle di una Ferrari…
La famigliola dell’impiegato o del piccolo commerciante che vorrebbe la barchetta per fare il bagno al largo o per calare due lenze, deve accontentarsi di passare davanti alle forche caudine delle darsene piene di megayacht alti come grattacieli prima di arrivare nelle sale per la gente normale, dove il gommone medio è di almeno 7 metri e costa, con il suo bel 200 cv (almeno) sulla poppa, quanto un appartamentino in città. Una riprova? Il mensile “Il gommone”, che porta come sottotitolo “la barca per tutti” dedica ormai le principali valutazioni ai gommoni da 100mila euro in su. Anche molto, molto in su. Un assurdo? È il mercato, bellezza!
Inutile sottolineare che i motori fuoribordo, come accennavo prima, seguono queste evoluzioni del mercato, su potenze e prezzi. Persino i primi motori cinesi, di marchi ormai affermati in mezzo mondo ma qui appena arrivati, da noi costano solo pochi euro meno – ma davvero pochi – rispetto ai predominanti giapponesi e ai superstiti americani. C’è qualcosa che non torna.
Ovviamente queste sono considerazioni di un vecchio, davvero vecchio utente nautico, che ai suoi tempi vedeva un gommone da 5 metri come una nave o quasi. Negli anni la potenza massima dei motori senza patente è salita da 25 a 40 cv proprio per star dietro alla crescita delle cosiddette barchette. E a proposito, sul “ripotenziamento” abusivo e illegale dei 40 Cv abbiamo già scritto di recente.
Tutte queste considerazioni ovviamente non sono “contro” il Salone, anzi vogliono essere un invito ad andarci, a sognare, se possibilmente anche a realizzare i propri sogni. Del resto i prezzi alti, a volte altissimi, riflettono la realtà quotidiana in tutti campi: basta ricordare quelli della benzina o del pane quotidiano. Cerchiamo di pensare positivo: che le “quasi guerre” finiscano, che i politici smettano di vituperarsi a vicenda e lavorino davvero per la gente, che arrivino più bambini e che noi vecchi siamo meno rompipalle.
Diceva un vecchio, cinico augurio: i vecchi andrebbero strozzati tutti fin da giovani. Amen.
(A.F.)











