La nave va a sbattere contro il braccio della maxi-gru
Incidente nel terminal Darsena Toscana: danni ma nessun ferito

Il terminal Darsena Toscana del porto di Livorno in un aveduta dall’alto
LIVORNO. La nave portacontainer che non riesce a fermare la propria corsa, l’urto con il braccio di una grande gru del terminal Darsena Toscana del porto di Livorno: nessun ferito ma parecchi danni nell’incidente registrati dalla centrale operativa della Capitaneria attorno alle 9,30 di mercoledì 21 ottobre. La gru coinvolta – la Paceco n. 9 – risulta non fosse in attività operativa perché era in manutenzione: ora le ruote del sistema di scorrimento sono uscite dai binari e sono risultate piegate in conseguenza del contraccolpo dell’impatto.
La Capitaneria di porto, in una ordinanza firmata dal comandante in seconda, capitano di vascello Rodolfo Raiteri, ha stabilito che, fino a quando non sarà messo in sicurezza, «lo specchio acqueo antistante la banchina 14/a-b tra le bitte 15 e 29 è interdetto fino ad una distanza di 80 metri dal ciglio banchina». Già nell’immediatezza del fatto i tecnici dell’azienda specializzata hanno prestato una prima assistenza, ora bisognerà riparare il danno che a prima vista appare tutt’altro che trascurabile.
La nave protagonista dell’incidente è una portacontainer battente bandiera maltese: 272 metri di lunghezza, 43 di larghezza con 74mila tonnellate di stazza lorda e una capacità di carico di quasi 8mila teu. In arrivo da Malta (Marsaxlokk), dopo aver toccato nei giorni precedenti lo scalo spagnolo di Algeciras e, al di là dell’Atlantico, quello colombiano di Cartagena, quello costaricano di Moin e quello panamense di Gatun. Da quanto riportato, risulta che si fosse affacciata all’imboccatura del porto labronico attorno alle 9 contando poi di continuare la propria rotta verso Genova.
Resta da capire se possa aver avuto una qualche parte in causa il vento. Effettivamente negli ultimi giorni si sono susseguiti vari avvisi di “allerta meteo”: nella mattinata ha soffiato in modo abbastanza gagliardo, comunque niente di eccezionale (e soprattutto, pare di capire, non tanto nell’orario dell’incidente quanto semmai un po’ più tardi). Vi fa in certo qual modo riferimento anche l’ordinanza del capo del Circondario Marittimo e comandante del porto di Livorno (parla delle «attuali condizioni meteo, caratterizzate da forti venti di libeccio previsti in ulteriore aumento, che insistono al traverso dell’ormeggio 14 di questo porto»).
I militari della Capitaneria di porto sono al lavoro per chiarire la dinamica dell’incidente, che ha ancora molte cose da mettere a fuoco. A quanto è dato sapere, sono stati sentiti i servizi tecnico-nautici e adesso verrà ascoltato il comandante cinese della portacontainer. È da presumere che il lavoro degli ufficiali e dei tecnici si concentrerà anche sull’analisi del “voyage data recorder” che registra tutti i dati di viaggio: che si tratti del posizionamento Gps o dei parametri relativi alla navigazione, degli audio di quanto si dice in plancia di comando come pure di Vhf e radar.
Per capirci, stiamo parlando di qualcosa di simile alla “scatola nera” degli aerei (e, come questa, anch’essa protetta da impatti e fiamme). È quanto richiede la normativa internazionale Solas dell’ “Onu del mare” (Imo) e certo questo non è il caso di una “carretta del mare”, visto che la nave è praticamente nuova, essendo uscita dai cantieri appena due anni fa. Da aggiungere che prevedibilmente saranno acquisiti i video delle telecamere di sorveglianza, anzi qualcosa a tal riguardo sembra sia già stato compiuto.











