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Interporto “Vespucci” nuovi assetti societari con gli aumenti sottoscritti

COLLESALVETTI – La barca è salva, galleggia e s’è liberata di gran parte della zavorra. Adesso bisogna farla navigare verso obiettivi che le consentono di avere un buon carico pagante. Federico Barbera, presidente dell’Interporto Vespucci di Guasticce, usa questa similitudine per sottolineare che l’aumento di capitale sottoscritto dai principali cinque soci ha consentito l’auspicato riequilibrio finanziario della Spa, anche se non l’ha liberata del tutto, come avrebbe consentito la sottoscrizione di 18 milioni (invece degli 11,7 raggiunti) inizialmente chiesti dall’assemblea.
[hidepost]“Con il raggiunto riequilibrio finanziario – dice Barbera – possiamo ripartire con più tranquillità sui progetti della mission della società che vira sempre di più verso un ruolo di retroporto. Stiamo lavorando su progetti in comune con la Regione e con l’Autorità portuale, che ci è stata e ci è molto vicina”.
Sui trentun soci della Spa Vespucci, i sottoscrittori dell’aumento di capitale sono stati solo cinque, ma di peso. L’aumento maggiore è venuto dal Monte dei Paschi con 4 milioni e 899 mila euro, il che porta la banca senese al 21,82% della quota societaria complessiva. Un filo sotto alla quota della Regione Toscana, che ha sottoscritto l’aumento per 3 milioni e 199 mila euro, raggiungendo il 23,56% del totale ed è quindi il primo socio per peso nella Spa. E’ significativo che il terzo socio come “peso” è oggi l’Autorità portuale di Livorno che con 1 milione e 500 mila euro di nuova sottoscrizione ha raggiunto il 9,59%, subito sopra la Camera di Commercio livornese che ha sottoscritto l’aumento di 601 mila euro raggiungendo il 5,83%, appena sopra la quota del Comune di Livorno che sottoscrivendo per 499 mila euro l’aumento ha raggiunto il 5,13% di quota. Può sorprendere, ma fino a un certo punto, che altri soci in teoria altrettanto interessati alla crescita del Vespucci non abbiamo sottoscritto i richiesti aumenti: non l’hanno fatto (almeno ad oggi) la Camera di Commercio di Pisa (che è calata al 2,65%), il Comune di Pisa (calato al 2,79%) le tre Province di Pisa, Livorno e Lucca, Trenitalia, l’aeroporto Galilei, la Società dei Navicelli di Pisa (calata allo 0,05%), la Compagnia lavoratori portuali di Livorno (scesa allo 0,75%) l’Associazione industriali livornese (dallo 0,43% allo 0,23%) ed altri soci privati minori. La proprietà della Spa Vespucci rimane ad oggi per il 53,18% in mano pubblica, su un valore totale nominale di 22 milioni e 458 mila euro.
I progetti per ripartire sono molti, e riguardano in buona parte la logistica retroportuale, per la quale è indispensabile il più volte sollecitato “scavalco” ferroviario, per il quale c’è l’accordo tra Regione Toscana e istituzioni sul territorio, insieme a uno stanziamento di 7 milioni (della Regione) per il progetto. Per realizzarlo occorreranno tre anni, e a quel punto il porto sarà collegato direttamente per ferrovia al Vespucci. Diventando molto più appetibile anche per eventuali investitori privati della logistica, che già starebbero “sondando” l’Autorità portuale in un quadro complessivo di investimenti a lungo termine.
Da risolvere, e non è piccola cosa, la vendita del grande e modernissimo immobile degli uffici realizzato dalla precedente gestione. Il momento è tutt’altro che favorevole, ma anche per questo si spera in un “colpaccio” da parte di qualche grande società di Fondi d’investimento che con una decina di milioni potrebbe metter mano a un valore destinato a crescere molto quando il futuro del Vespucci comincerà a dagli ragione come retroporto e centro logistico integrato.

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Pubblicato il
26 Novembre 2013

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