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Nautica e “marinas”, forse il rilancio con la Finanziaria e il nuovo codice

Il “pentimento” di certa sinistra sui valori economici e anche sociali del comparto – L’appello di Perocchio (Assomarinas) contro il salasso nei nuovi canoni demaniali – Promessa una sostanziosa semplificazione anche degli adempimenti

ROMA – Forse sara l’ennesima illusione: ma questa volta a muoversi su cantieristica da diporto e marinas in ambito di governo, dopo le assurde e masochistiche “pensate” anti-nautica di governi precedenti, è stato il partito di maggioranza, il PD.
[hidepost]Che nel recente convegno alla Camera dei Deputati su “Turismo Nautico Ricchezza del Paese”, ha portato importanti premesse alla discussione in corso in queste ore in Aula della Legge Delega per la riforma del Codice della Nautica da Diporto e la presentazione della Legge Finanziaria.
L’ampio panel degli interventi – dice una nota Ucina – ha visto alternarsi sul palco coordinati da Gianluca Benamati, capogruppo PD in commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, esponenti del Partito Democratico, del Governo e di UCINA Confindustria Nautica. Soddisfazione del Presidente di Ucina Confindustria Nautica, Carla Demaria. “E’ la prima volta che un convegno sulla nautica entra alla Camera – ha detto – è un fatto straordinario e tangibile di un concreto cambio di atteggiamento della politica, frutto certamente di nuove sensibilità e anche del proficuo lavoro svolto da UCINA Confindustria Nautica in questi ultimi anni. Al Salone presenteremo una ricerca della Fondazione Symbola che ritocca il moltiplicatore di occupazione della nautica, prima fermo al 6,4% che mostrerà valori a due cifre. Per questo la nautica deve essere un argomento di cui questo paese discute per trarne beneficio”.
Una ricerca dell’Osservatorio Nautico Nazionale – presentata nel convegno – chiarisce alcuni valori economici, spesso sottovalutati, della nautica da diporto. Per un Paese alla ricerca della ripresa indica una strada importante. Queste alcune cifre: per ogni 3,8 barche si crea un posto di lavoro; per ogni addetto alla costruzione si creano 6,5 posti di lavoro nell’indotto. I diportisti sono tra i “turisti” più interessanti per spesa giornaliera distribuita sul territorio, che arriva a superare i cento euro pro capite al giorno. Il contributo al Pil del turismo nautico è di 1,5 miliardi, che purtroppo non sono distribuiti in maniera uniforme sulle nostre coste. Ma il numero che ha fatto più impressione è quello sui controlli in mare: i diportisti sono controllati in media una volta ogni 180 giorni mentre gli automobilisti lo sono ogni 5.400.
Roberto Perocchio, presidente Assomarinas ha parlato della difficile situazione in cui si trovano molti marina turistici dopo l’emanazione retroattiva dell’aumento dei canoni demaniali: “Siamo qui per ringraziare la politica: negli ultimi mesi è stata molto positiva la riduzione dell’Iva al 10% per i posti barca dedicati al transito, ma a dicembre scade il decreto e bisogna che questo diventi una legge stabile. Uno strumento che serve ad attrarre nuovi diportisti. Purtroppo siamo coinvolti in un enorme contenzioso perché siamo stati messi in difficoltà dall’aumento dei canoni fino a sei volte. I porti turistici non vogliono avere canoni di vantaggio, ma solo concordati e stabili per praticare una corretta programmazione economica”.
“La nautica da diporto è un settore industriale e quindi va aiutato con politiche industriali conseguenti – ha affermato l’onorevole Tiziano Arlotti – lunedì arriva in aula la Legge Delega richiesta da UCINA, presentata dall’onorevole Mario Tullo, pensiamo di chiudere la discussione in settimana. Perché ci sembra importante arrivare a Genova con questo risultato per dare un segnale positivo. Il tema del Codice della Nautica da diporto mira a una semplificazione amministrativa decisa. Dispone l’equiparazione a tutti gli effetti dei marina resort alle strutture turistico ricettive come già previsto dal decreto approvato prima dell’estate. La legge dei canoni va rivista, perchè il provvedimento del 2007 ha fatto carta straccia dei contratti di sottomissione che i privati avevano sottoscritto con lo Stato”.
Francesca Barracciu, sottosegretario di Stato presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha chiuso i lavori con un impegno. “Raccogliamo un insieme di sollecitazioni di cui fare tesoro nel nostro lavoro che ci attende intorno al tema del turismo. Credevo il turismo nautico fosse un comparto dove la ricchezza abbonda e che quindi non meritava grande attenzione. Ho fatto mea culpa dopo che UCINA Confindustria Nautica mi ha convinto che non è così. Mi hanno rappresentato i dati e la potenzialità del settore e mi hanno fatto capire una situazione diversa togliendomi dall’ignoranza. Ho capito che attorno all’industria nautica ci sono molte cose. Sono una scettica pentita.”

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Pubblicato il
23 Settembre 2015

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