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Mamma mia! Quant’è difficile scavare un po’…

LIVORNO – In attesa che arrivino le nuove norme, si draga – o si cerca di dragare – con le vecchie. E non senza problemi. E’ il caso dei 700 mila metri cubi da togliere dalla Darsena Toscana per il ripristino dei sospirati 13 metri di pescaggio.
[hidepost]La gara doveva essere conclusa un mese fa ma l’Authority è stata costretta a sospendere l’assegnazione tra le 4 ditte concorrenti – c’è il Gotha dei dragaggi europei – per chiedere addirittura all’Avvocatura di Stato un chiarimento sulle documentazioni presentate. Questioni di lana caprina, su leggi che sono tra le più complesse e spesso di difficile interpretazione. In ogni caso, si è perso almeno un mese. Con un’ironia di sottofondo da parte dei tecnici: dragheremo, spendendo una valanga di soldi pubblici – è il senso – quando poi in pochi mesi le “porte vinciane” che Pisa tiene quasi costantemente aperte ci riempiranno di nuovo di fango. E la Regione? Dopo le promesse del governatore di intervenire anche “manu militari” sembra che non veda e non senta.
Va un po’ meglio per il dragaggio della darsena dei Calafati, alla radice del molo Italia. Lavoro veloce (30 mila mc da fare in un mese) assegnato alla LMD di Chioggia, partirà probabilmente all’inizio di novembre. E’ importante per Livorno perché consentirà di spostare nella darsena così ripulita il bacino galleggiante Salvadori, oggi parcheggiato sulla calata Bengasi, che a sua volta appena liberata dovrà essere finalmente approfondita ad almeno 11 metri, per restituirla ai traffici ro/ro. Anche sulla Bengasi c’è una “neverending story” di anni ed anni, perché ogni tentativo di togliere uno zoccolo di cemento armato che limita il fondale è andato fino a ieri fallito. Pare che adesso si sia trovata la soluzione. Salvo ulteriori sorprese.
E a proposito di sorprese, c’è l’altra paradossale vicenda dei tubi dell’ENI che attraversano la strettoia del Marzocco e impediscono di allargare il canale. C’era stato un accordo con l’ENI che aveva redatto un progetto per approfondirli e allargare la strettoia; ma al momento di aggiudicare la gara, la ditta vincitrice ha contestato il progetto, ritenendolo non realistico. E’ andata avanti così per mesi: poi pare (pare …) che ci si sia avviando a una soluzione. E comunque si è perduto un altro anno. Allegria!
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
10 Ottobre 2015

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