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Darsena Toscana e nuovi fondali quali diventeranno i limiti delle navi

Arrivate due nuove gru: e con il dragaggio fino a 13 metri entreranno unità fino a 326 metri di lunghezza: ma rimane il problema (non ancora risolto) della strettoia del Marzocco

Angelo Roma

LIVORNO – E se invece di indicare solo la Luna, sulla quale tutti stanno discettando come motivo del contendere (fondali a 16, 17 o 20 metri per la futura piattaforma Europa) ci concentrassimo un attimo anche sul dito, ovvero sul più vicino e immediato?
Mentre il TDT riceve due nuove gru su chiatta, da montare in banchina, il dragaggio della Darsena Toscana, urgente (e fondamentale) per mantenere almeno le navi da 6/8 mila teu in attesa della suddetta piattaforma Europa, non è un problema di second’ordine. Ne parliamo con il comandante Angelo Roma, oggi maritime consultant, già uomo Zim, poi presidente di Toremar e oggi di Assonautica della Camera di Commercio.
Comandante Roma, si riuscirà a tornare ai fondali di origine della Darsena Toscana?
[hidepost]“Con i 700 mila metri cubi del prossimo dragaggio in gara, si punta a ripristinare il fondale a 13 metri, con un bacino di evoluzione anch’esso a -13 e più largo, quindi con meno problemi di evoluzione per le navi. E’ ovvio che il tutto dovrà poi essere certificato con un’ordinanza della Capitaneria. Non dimentichiamo che gli ingressi delle porta-contenitori sono regolati da un’ordinanza, la 6/2015 che prevede ingressi solo di giorno per una lunghezza massima di 306 metri e una larghezza massima di 40 metri, con pescaggio non superiore a 11,40 metri. Le navi leggermente più corte (330 metri di lunghezza ma fino a 42,80 di larghezza) possono entrare con pescaggio massimo di 10,50 metri, anch’esse solo di giorno. Gli ingressi notturni sono autorizzati per unità con dimensioni massime di 330 x 33 x 10,50 metri: mentre le uscite notturne sono autorizzate fino a 300 x 40 x 11 metri. In sostanza, con i 13 metri di fondale si può guadagnare circa un metro di pescaggio, fino a 12 metri, anche se rimane pur sempre il grosso limite della strettoia del Marzocco”.
Sulla strettoia i tempi si sono allungati…
“E purtroppo finché non saranno approfonditi i famigerati tubi Eni con i microtunnel, dragare la Darsena Toscana servirà solo parzialmente. I tempi tecnici per eliminare la strettoia sono stati indicati in 18 mesi. Il problema è che ancora non si è cominciato”
Eliminati i tubi e dragata la Darsena e il suo bacino d’evoluzione, a suo parere chi potrà entrare?
“Secondo la mia esperienza, confortata anche da quella dei piloti e degli altri esperti, credo che potrebbero entrare navi fino a 326 metri di lunghezza, per 42,8 di larghezza e 12 metri di pescaggio (per lasciare un 10% di acqua libera sotto la carena). Siamo intorno agli 8 mila teu, almeno teorico”.
Qual’è la tipologia attualmente più frequente in Darsena?
“Allo stato, siamo con una media di 83 ingressi al mese, di cui solo il 7% ha una portata superiore ai 5 mila teu”.
Tutti parlano di gigantismo navale e di crescita incontrollata delle navi, con gli ultimi ordini anche a portate di 22 mila teu.
“Credo che le portacontainer ultra-grandi abbiano verosimilmente raggiunto il loro limite in termini di dimensioni, con i 24 mila teu degli ultimi progetti. Vorrei ricordare che ogni volta che aumentano le dimensioni di una nave, si riducono si i costi degli slot, ma la curva non è lineare. Se si riempie una nave da 24 mila teu solo dell’85%, produrrà gli stessi costi di una nave da 18 mila teu a pieno carico”.
Si parla di un’epoca di crescita eccezionale della flotta delle portacontainers, con l’offerta di slot che supera la domanda.
“La capacità della flotta di linea mondiale oggi è attestata su oltre 20 milioni di teu. Fanno parte della flotta 21 mega-unità da 15 mila teu e più. Secondo Alphaliner questa imponente crescita dell’offerta ha stabilito un record: in un tempo brevissimo, il più breve di sempre, la flotta è cresciuta di 1 milione di teu in sette mesi e mezzo, con 152 nuove navi”.
In conclusione, ritiene che ci sarà un periodo di riflessione nella crescita dopo questo record?
“Difficile fare ipotesi, perché dipende dalla domanda. I noli oggi sono bassi ma sono bassi anche i costi del fuel. Ma sulle dimensioni delle più gradi full-container mi sento di ripetere che non si andrà oltre e le nuove costruzioni si svilupperanno più in larghezza che in pescaggio”.
A.F.

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Pubblicato il
10 Ottobre 2015

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