Sul “marina” nel porto mediceo Il Propeller Club apre il confronto
Una serata con i protagonisti del grande progetto e di chi è contrario nel nome dei circoli storicamente presenti nello specchio d’acqua – Dagli Accordi di Roma alla concessione demaniale fino alla posizione del Comune

Maria Gloria Giani
LIVORNO – Fa parte del “Triangolo delle Bermude”, ovvero del Locus nel quale progetti, proposte e investimenti si sono persi in un marasma senza fine. Parliamo del porto mediceo, dove da anni si attende una soluzione – al momento ancora non chiara – ai famosi accordi di Roma che avevano sancito la sua trasformazione in un “marina” d’alto bordo a cura di Benetti. Da anni è in ballo la pratica della concessione doganale per cominciare i lavori del suddetto “Marina”, da anni il cantiere Benetti sottolinea che i ritardi fanno perdere lavoro (e posti di lavoro) all’azienda e al porto, ma da anni non si conosce la posizione del Comune e c’è stata una coalizione di circoli nautici – locali e non solo – che hanno bloccato l’iter, chiedendo per spostarsi dal Mediceo soluzioni di ormeggio che non sono mai state definite.
[hidepost]Compresa la neverending story della Bellana, che ha la bellezza ormai di almeno trent’anni.
Nella totale incertezza di quanto accadrà, si apre adesso un’opportunità di chiarire le varie posizioni, e possibilmente anche le soluzioni, grazie al Propeller Club labronico. La cui presidente, Maria Gloria Giani Pollastrini, ha preso il toro per le corna ed ha dedicato la serata di lunedì prossimo 16 novembre proprio al tema. Titolo ufficiale della serata: Nautica e turismo: quali prospettive a Livorno 2015-2020.
Una scelta coraggiosa, quella di Maria Gloria Giani, anche perché è bastato il preannuncio della riunione per scatenare una vera e propria caccia all’invito: e per registrare un affilar d’armi di un dibattito che sarà quasi certamente al calor bianco. Tra gli invitati, i protagonisti di vertice per le auspicabili decisioni: il sindaco Filippo Nogarin, l’ad di Benetti Vincenzo Poerio, il commissario dell’Authority Giuliano Gallanti, il suo segretario generale Massimo Provinciali, responsabile della pianificazione del porto: e inoltre: il presidente della Camera di Commercio Sergio Costalli, il presidente di Confindustria Alberto Ricci, il direttore di Cna Livorno M. Valtriani, il presidente di Porta Medicea R. Zoia e il presidente di Porta a Mare F. Tarchi.
La vicenda del “marina” del Mediceo, richiamata più volte anche su questo giornale, sarà il cuore del dibattito e sembra il paradigma di quel sistema all’italiana di rimandare sine die le scelte che possono creare dissenso. Un sistema che si avvale di un intreccio burocratico e normativo che – da jungla qual’è – favorisce il rinvio, il temporeggiamento, la non decisione in nome dell’approfondimento. E’ indubbio che la trasformazione di parte del porto mediceo in un “marina” per grandi barche comporterà da una parte un importante fonte di lavoro specializzato per Benetti e Lusben Craft (il suo braccio nel refitting) ma dovrà sfrattare anche quelle centinaia di barche che da anni vi si sono istallate su pontili galleggianti, qualche volta anche con concessioni scadute o in scadenza. Le soluzioni per queste ultime fanno parte di un’accozzaglia di idee mai ufficializzate, in parecchi casi assai poco realistiche, e comunque sufficienti a scatenare guerre di religione tra piccoli e grandi, tra imprenditori globali e parrocchie locali. Da qui l’iniziativa del Propeller e il coraggio di Maria Gloria Giani che questa volta ha veramente deciso di sfidare istituzioni, imprese e circoli nel nome dell’interesse della città e del porto, alla ricerca di un chiarimento che potrebbe finalmente arrivare.
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