Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Ruffini: il degrado dei bacini

Francesco Ruffini

LIVORNO – Dal dottor Francesco Ruffini, già segretario generale dell’Autorità Portuale di Livorno, riceviamo:

Egregio Direttore ho letto con  attenzione sull’ultimo numero della Gazzetta la cronaca di Cinzia Garofoli in merito al recente Convegno organizzato dal Propeller Club su “Il waterfont livornese: la rivalutazione delle preesistenze storico culturali rinsalda il tessuto connettivo delle relazioni porto città”.

[hidepost]

Tuttavia, a parte alcuni spunti di indubbio interesse come la proposta di candidare Livorno tra le città portuali patrimonio dell’UNESCO (professor Massa), o la realizzazione di un nuovo moderno Audiutorium all’interno dell’Accademia Navale, con accessi da Barriera Margherita, da utilizzare per eventi di cultura marittima o altri attinenti, aperti anche ai cittadini e agli studiosi (ammiraglio Pierpaolo Ribuffo), o i progetti di riconversione dei vecchi silos granari sulla Calata Sgarallino (ingegner Cecconi), mi pare che si sia tralasciato uno dei principali temi riguardanti il “nuovo waterfront città/porto”.

Mi riferisco all’importante compendio dell’area bacini, qui includendo sia l’ampia area sterrata di proprietà comunale, sia il contiguo fatiscente edificio ex fanalisti del demanio militare.

Infatti, come è noto, nonostante le incessanti perorazioni di tutti, Sindaco, Vescovo, Sindacati, lavoratori, Circoscrizioni comunali, Forze politiche, Associazioni di categoria o di libero pensiero, Organi di stampa, cortei ecc. in una sorta di virtuale flash mob che ha coinvolto Istituzioni e semplici cittadini, non  si è riusciti a cavare il classico ragno dal buco per la riattivazione dei bacini.

Qualcuno – forse esagerando – ha gridato allo scandalo, alla vergogna, denunciando lo stato di abbandono e di degrado del Gande Bacino, depredato anche di importanti impianti ed  attrezzature. Altri hanno adombrato oscuri interessi contrari da parte di porti concorrenti, nazionali o stranieri.

Neppure gli interventi azionati dall’avvocato Enrico Longhi per conto dell’Associazione Riparatori Navali presso la Procura Regionale della Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, trattandosi di beni dello Stato, e presso la Procura della Repubblica di Livorno per varie ipotesi di reato contemplati, hanno ottenuto – sinora – alcun risultato (a parte il sequestro/dissequestro della M/n:”Urania” coinvolta nel tragico incidente del 25.08.2015 nel bacino “Mediterraneo”).

Ma come superare  questa incredibile situazione di stallo? come rendere al porto e alla città,  un’infrastruttura di incommensurabile valore tecnico e commerciale, unica nel Mediterraneo per le sue caratteristiche?

In una sua lucida analisi apparsa su questo Giornale in data 29 marzo u.s, l’avvocato Giorgio Gionfriddo ha sostenuto – con varie argomentazioni – la necessità di annullare la vecchia gara bandita il 27.03.2015 in un contesto normativo superato dal successivo Codice dei contratti di cui al D.L.vo n° 50/2016, proponendo che la nuova Autorità di Sistema possa promuovere in tempi celeri un procedimento di accordo integrativo o sostitutivo di cui all’articolo 11 della L. 7.08.1990 n°241 (Norme in materia di procedimento amministrativo) tra vecchi e nuovi competitors.

Un’altra ipotesi che potrebbe essere suggerita, previ gli opportuni aggiornamenti statutari, è la riproposizione da parte del Comune della già esistente STU – Società di Trasformazione Urbana costituita con delibera consiliare 17 luglio 2003 e tuttora operante  per la rivitalizzazione delle aree di interfaccia urbano relative al cessato Cantiere Navale F.lli Orlando.

Del resto il compendio dei bacini ha sempre fatto parte dello stesso Cantiere e il nuovo PRP approvato il 25.03.2015 prevede per le aree destinate alla navalmeccanica che non sia compromesso il ripristino del Bacino grande in muratura per le funzioni proprie di progetto, cioè nella completezza della sua funzionalità, per cui a suo tempo è stato progettato e realizzato.

[/hidepost]

Pubblicato il
7 Giugno 2017

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio