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LA PROTESTA

Lavoro portuale usurante, il governo disposto a discuterne

Dopo lo sciopero organizzato da Usb e Orsa (con presidio al ministero)

Presidio Usb e Orsa Porti davanti al ministero, sciopero 7 maggio 26

ROMA. Dal governo arriva un qualche spiraglio per la vertenza al centro dello sciopero proclamato dai sindacati Usb e Orsa Porti: sotto i riflettori la questione del riconoscimento del lavoro portuale come “usurante”. «È stata accolta», come sottolineano i promotori dell’iniziativa di lotta, la richiesta di convocare «in tempi brevi» un tavolo tecnico che affronti finalmente questo tema. A giudizio dei promotori dello sciopero, «non è più rinviabile una riforma che riconosca il lavoro portuale come attività usurante ai fini pensionistici: questo il messaggio forte e chiaro partito dalle banchine e arrivato fino ai palazzi del governo».

La protesta aveva portato a crearee un presidio davanti al ministero dl lavoro a Roma: secondo quanto reso noto dal sindacato di base, una delegazione sindacale ha incontrato i rappresentanti del ministero, tra i quali il capo di gabinetto Nori, il vice Sabatini e il responsabile del settore previdenziale. Da parte di Usb e Orsa Porti si mette l’accento sulla «soddisfazione per l’alta adesione allo sciopero nei principali scali italiani: sa Genova a Trieste e Ravenna, passando per Civitavecchia, Livorno, Ancona e Napoli».

Il sindacato di base sottolinea di aver «inoltre chiesto l’avvio di un confronto serio, alla presenza del ministero delle infrastrutture, sul tema del fondo di incentivo all’esodo, ancora fermo nonostante parte delle risorse sia già stata accantonata». È un provvedimento che Usb e Orsa Porto ritengono «non potrà essere risolutivo» e tuttavia è «necessario aprire un confronto ampio e trasparente».

La giornata – viene fatto rilevare – si è conclusa con gli interventi dei rappresentanti dei vari porti, insieme alle delegazioni dei ferrovieri e del settore logistica. L’Usb ricorda in una nota che «dalla piazza sono stati lanciati i prossimi appuntamenti di mobilitazione: lo sciopero generale del 18 maggio e la grande manifestazione nazionale operaia del 23 maggio».

Pubblicato il
8 Maggio 2026

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