I nuovi adempimenti Marpol sui contenuti in zolfo del fuel
ROMA – Il cluster marittimo – portuale italiano si sta adeguando, non senza qualche problema, alle nuove regole internazionali per la gestione dei trasporti marittimi entrate in vigore dal 1 gennaio scorso.
In particolare, ci sono adempimenti significativi Marpol (appendice V, annesso VI) sulla “bolla” di accompagnamento del bunker alla consegna sulle navi. Vi si richiede il contenuto di zolfo con i valori limite, anche in relazione all’eventuale presenza a bordo di “scrubber”. Si ricorda che l’Imo Sulphur Cap ha confermato per l’inizio del 2020 il limite delle emissioni di zolfo dello 0,5%. Il che sta comportando per le flotte da tempo operative scelte economicamente molto impegnative, anche perché gli “scrubber” che scaricano in acqua sono stati messi di recente sotto accusa.
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Nel campo delle nuove costruzioni la forbice delle possibilità si sta allargando. Per le navi da crociera sta prevalendo il ricorso all’alimentazione a GNL, soluzione che risulta invece estremamente costosa per i traghetti in quanto i serbatoi criogenetici – per conservare il gas allo stato liquido – impegnano parti notevoli fino ad oggi destinate al carico. Da più parti si avanzano anche soluzioni alternative: oltre agli “scrubber” di nuova generazioni si parla anche di idrogeno con celle a combustibile e altre soluzioni. Senza dimenticare il “cold ironing” nei porti, più volte sollecitato anche da Bruxelles e faticosamente in opera a Livorno e presto a Genova. In sostanza, soluzioni sempre molto costose e ancora con qualche problema pratico. Ma per le navi – e per gli scali italiani – il 2020 è ormai alle porte.
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