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Il Covid-19 non viaggia in alcun modo con le merci della catena logistica

Daniele Rossi

RAVENNA – L’emergenza è un dato di fatto. E se i porti italiani al momento reggono, le Autorità di Sistema che devono gestirne l’operatività chiudono l’una dopo l’altra i battenti, o almeno i contatti con l’esterno. Con il rischio che ne scaturisca un messaggio negativo per l’intera catena logistica nazionale: e che ciascuna AdSP appaia come una “monade” isolata ed autoreferente. Messaggio che sarebbe estremamente negativo per chi, anche in questi tempi così straordinari per le misure nazionali, si sforza di tenere la barca a galla.

Abbiamo chiesto al presidente Daniele Rossi che cosa stia facendo su questi temi Assoporti.

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C’è la preoccupazione, presidente, che ciascun sistema faccia di testa propria…

“La nostra associazione sta lavorando quotidianamente per una linea comune, in contatti via mail o per telefono che coinvolgono tutti i presidenti. Siamo anche in costante contatto con gli strumenti di governo delegati a prendere decisioni in merito. E se la situazione è effettivamente grave, è anche vero che la collaborazione tra noi e tutte le istanze superiori è buona. Siamo impegnati a difendere non solo i porti ma tutta la catena logistica nazionale”.

Porto dopo porto, ci arrivano comunicati e direttive che in effetti sembrano in linea con le scelte nazionali. Però ogni sistema non sembra voler rinunciare alla propria autonomia di decisioni, né tantomeno sembra fermare la programmazione di infrastrutture e di interventi infrastrutturali che appaiono, al momento della grande crisi in atto, almeno intempestivi…

“La crisi in corso non deve farci rinunciare ai programmi di potenziamento dei nostri porti, da tempo indispensabile: specie dove siamo a un passo dal poter avviare i lavori. Il coordinamento di Assoporti esiste e si è potenziato anche con deleghe specifiche. Non dobbiamo perdere la calma e lavorare anche per domani”.

Presidente, un ultimo tema e non certo secondario: la logistica delle merci sembra a più riprese minacciata da proposte o richieste che vorrebbero considerarla “infetta”, quindi da sottoporla a provvedimenti simili a quelli adottati per le persone…

“La logistica delle merci, secondo quanto ne sappiamo, non presenta problemi di trasmissione del Covid-19. Se qualcuno volesse proporre di mettere vincoli o addirittura rallentarla rischierebbe di creare danni davvero disastrosi al Paese. Non facciamoci del male per conto nostro, ne abbiamo già più di quanto occorra.

*

Come confermato dalle dichiarazioni del presidente Rossi, qui sopra riportate, Assoporti comunica che, nel pieno rispetto dei provvedimenti adottati dal Governo con l’obiettivo primario di tutelare la salute pubblica a seguito dell’emergenza sanitaria, nei porti italiani sono in essere tutte le misure idonee a garantire la massima sicurezza delle operazioni portuali e del traffico merci.

I porti italiani sono pienamente operativi a servizio della collettività, e tutti gli uffici, compresi quelli di controllo, garantiscono lo svolgimento regolare delle attività.

I provvedimenti adottati dal Governo non limitano in alcun modo la circolazione delle merci nel nostro Paese.

Fermo restando che resta l’obbligo preventivo di “libera pratica sanitaria” da parte dell’Ufficio Territoriale di Sanità Marittima che autorizza l’approdo delle navi in ingresso al porto, i porti italiani sono pronti a adottare eventuali nuove misure che dovessero essere emanate dalla Protezione Civile.

A.F.

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Pubblicato il
14 Marzo 2020

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