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Promemoria (cattivello) per domani

LIVORNO – Una sola settimana a Natale ormai. Accidenti, come ci siamo arrivati in fretta! Eppure per molte decisioni che aspettiamo da mesi, sembra che non si muova foglia. Né a Roma, né a Livorno – scusate il privilegio della citazione, è casa nostra – né più in generale.

Partiamo da Roma. Sul “rimpasto” del Governo ormai ne abbiamo sentite di tutte: si fa, non si fa, si farebbe. E tra i ministri “rimpastabili” ci sarebbe Paola De Micheli, sempre secondo i pissi-pissi-bao-bao romani. Ovvio che per molti, il siluro alla Paola sarebbe il più bel regalo di Natale: in particolare per i molti presidenti delle AdSP in scadenza, perché vorrebbe dire congelare la mattanza partitica e prolungare i mandati almeno di un anno. C’è da giurarci che ci sono molti in ginocchio a promettere il fioretto a Babbo Natale.

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Siamo sempre a Roma. L’opposizione, ma non solo lei, ironizza sulle centinaia di commissari governativi che nel campo dei lavori pubblici e delle infrastrutture dovevano – e ancora dovrebbero – essere nominati per sveltire le grandi opere, sul modello adottato per il viadotto di Genova. Che ne è stato? Desapareciti? Tanti avevano preparato la valigia: tanti commissari, tanti stipendi extra, tante poltrone, tanti delegati a comandare senza altri limiti che la fedeltà politica: e la saggezza siciliana lo ricorda: “Commannari è meghiu chi futtiri”. Aveva preso un po’ piede, in razionale alternativa, quella di nominare commissari per i grandi lavori nei porti i presidenti delle rispettive AdSP. Che ne è stato? Boh? E poi ancora: autostrade, Alitalia, interporti, continuità territoriale con le isole…. eccetera.

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Arriviamo a Livorno. Il piano operativo dell’AdSP è saltato o quasi, come sappiamo. La gara dei bacini di carenaggio – vinta da Benetti ma con risultato mai ufficializzato – è ancora impantanata. Sulla Porto 2000 svolazzano gli avvoltoi, con le sorti legate a quelle del gruppo vincitore che ancora non si conosce. Il TDT non è in buone acque, anche perché il TAR ha ribadito che non esistono esclusive per i traffici containers e i fondi d’investimento non amano le incertezze e i sofismi. Anche il TCO, il terminal dei rinfusi che coraggiosamente s’è dato da fare in questi mesi di tregenda, non sa bene se davvero gli sarà concesso un solo accosto sulla sponda Est, dove si trasferirà (forse) tra qualche mese. L’interporto Vespucci ha fatto il miracolo di diventare sul serio attrattivo, ma ancora aspetta gli atti ufficiali per essere battezzato (dai soldi) come retroporto. Il punto portuale di rifornimento del GNL – pratica iniziata da due anni – è lì che aspetta e spera. E il “marina” del Mediceo? E la timbratura dello sbocco dei Navicelli in Darsena Toscana, Conditio sine qua non per collegare razionalmente Darsena Toscana e futura Darsena Europa alle reti superstradali, stradali e ferroviarie? E il nuovo viadotto sullo sbocco a mare dei Navicelli? E la vendita con relativo potenziamento del Faldo? E tutti i sussurri e grida ancora in atto sulle famose “zolle d’oro” e sui cambi di progettisti per la pianificazione del waterfront portuale? Boh?

*

Mi fermo qui, almeno per adesso: e nella speranza che questo nostro giornalino, ormai vecchio di 52 anni, possa continuare a svolgere il proprio lavoro. Siamo già in queste (striminzite) ferie di fine Anno. I latini dicevano: Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus. Ovvero: è tempo di bere e ballare. Ci farà bene, in vista di un anno nuovo dove certo vedremo risolti tutti i nostri interrogativi.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
16 Dicembre 2020
Ultima modifica
17 Dicembre 2020 - ora: 13:03

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