Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Le proteste a Trieste non spaventano

TRIESTE – Le proteste dei no-vax al porto non hanno incrinato la fiducia delle aziende nello sviluppo dello scalo che sotto la guida di Zeno D’Agostino, si è caratterizzato per una costante crescita in questi ultimi anni. 

Il Porto di Trieste, come ha recentemente ricordato sulle nostre colonne il presidente di Assoporti, per la sua collocazione geografica e per le sue caratteristiche, è un porto europeo e non solo italiano. La posizione geografica e le caratteristiche fisiche sono certamente fattori importanti ma la capacità di collaborare con il mondo dei privati per stimolare nuovi investimenti e una maggiore offerta di servizi è la chiave di lettura del successo del porto in questi ultimi anni.

È ad esempio il caso di Gruber Logistics, multinazionale della logistica e del trasporto operante in tutta Europa, che in questi giorni ha varato un piano di investimenti focalizzato proprio su Trieste. Gruber Logistics è presente nel porto fin dal 1992 attraverso la gestione soprattutto di carichi eccezionali e fuori sagoma (impianti industriali, caldaie, lamiere, silos ecc…) ma il nuovo piano prevede l’ampliamento dei servizi di trasporto e infrastrutture logistiche. 

[hidepost]

Solo in termini di equipment la società ha già investito 3.5 milioni per incrementare il flusso verso la Turchia, acquisendo 100 rimorchi. Mauro Sepich, nuovo direttore della filiale di Trieste, racconta come i “nuovi traffici intermodali avranno come punto di contatto principale la Turchia e collegamenti con Italia, Austria, Germania e tutto il Benelux. L’estensione dei traffici prevederà poi in seconda battuta la creazione di connessioni con l’est Europa, paesi con i quali Gruber Logistics lavora da oltre dieci anni disponendo di sedi e di personale altamente qualificate in Lituania, Romania e Polonia. Verranno forniti anche servizi da e verso Grecia ed Albania. “Il nostro team – dice Sepich – si allargherà, inoltre, di quindici persone entro il 2023”.

Gruber Logistics non ha rallentato gli investimenti in questi ultimi due anni di crisi continuando a perseguire il proprio piano industriale. Gli investimenti hanno portato l’azienda ad un fatturato complessivo di 350 milioni di euro e 1.200 dipendenti. L’hub di Trieste si dota così di una forza propulsiva per lo sviluppo dei propri servizi, un’ulteriore conferma della sua capacità attrattiva nei confronti del mondo privato.

[/hidepost]

Pubblicato il
27 Ottobre 2021

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio