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Paris vaut bien un Messe

BRUXELLES – L’inchiesta europea 🇪🇺 sulle presunte tangenti di Qatar 🇶🇦 (e anche del Marocco 🇲🇦) ai parlamentari UE per “ammorbidire” i giudizi sui diritti umani poco rispettati nei due paesi, sta deflagando in un clima di caccia alle streghe giudicato dagli osservatori più smaliziati sempre più incontrollabile. 

Qui a fianco riportato un richiamo del presidente di FederPetroli ingegner Marsiglia.

Basta scorrerlo per capire che, corruzione e corrotti (ad oggi tutto da dimostrare) a parte, ci sono in ballo interessi economici non solo nazionali ma mondiali.

Della serie: le forniture di gas e greggio dalla Russia sono in altalena e l’alternativa ad oggi è proprio quel Qatar che sembra diventato, sul tema dei diritti umani, peggio dell’Iran.

Viene spontaneo paragonare la crociata attuale contro Doha – solo dopo aver concluso il grande business del calcio mondiale – con i gridolini in farsetto sulle stragi di donne e ragazzi in Iran, senza altra reazione che qualche ininfluente sanzione. Qualcosa non torna.

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Diceva Mao, nel suo famoso libretto rosso, che le rivoluzioni non sono un ballo a corte.

E anche la rivoluzione energetica, nella quale l’Ue si è impegnata a rimorchio di Usa e dei vari “gretismi”, non si combatte certo scambiandosi fiori.

La guerra per le fonti energetiche di domani, in attesa che maturi (tra vent’anni) il nucleare pulito di fusione, richiede pragmatismo, una bella dose di pelo sullo stomaco, e anche colpi bassi.

Ci insegna qualcosa la Francia 🇫🇷 che ci ha spazzati via dal Nord Africa libico – vera riserva mondiale di gas e greggio – giocando sporco sulle faide locali.

La guerra in Iraq, la famigerata “Desert Storm”, è stata una altro caso di falsa crociata.

Sia chiaro che con questo nessuno, a cominciare da FederPetroli, giustifica la corruzione.

Corruttori e specialmente corrotti sono da condannare.

Ma far finta di credere che il mondo dell’economia e della politica sia fatto da vergini pure e incorruttibili, è assai peggio che credere nella Befana.

La fine del nostro Enrico Mattei, che aveva cercato di affrancare l’Italia dalle “sette sorelle” petrolifere, non dovrebbe essere dimenticata.

Poi andiamo pure avanti a scoprire la corruzione. Senza dimenticare il cinico ma realistico messaggio di Enrico di Navarra quando gli fu imposta – a lui che era ugonotto – la religione cattolica per diventare Re di Francia: “Paris vaut bien un Messe” (Parigi val bene una Messa).

Significato nel nostro caso: realisticamente parlando, prima il bene della gente e gli inverni al caldo, poi le sacrosante (ma pericolose) battaglie in difesa dell’integrità morale.

(A.F.)

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Pubblicato il
21 Dicembre 2022

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