A Bottiglieri arrivano Sophie e Paola

Dalle news di Decio Lucano riportiamo il seguente commento.

GENOVA – In questo mese di marzo il gubernator  della Giuseppe Bottiglieri Shipping Company, il comandante Giuseppe Bottiglieri ha avuto due grosse soddisfazioni, il 5 marzo è nata Sophie, primogenita di Mariella Bottiglieri e Joe Green e il 24 marzo è stata varata in Cina la quinta portarinfuse post panamax da 93.500 tonnellate di portata, battezzata “Paola Bottiglieri”.

Continua a Napoli e provincia la straordinaria navigazione delle famiglie che hanno investito nel rinnovo della flotta  e nella diversificazione degli investimenti come la Deiulemar.  Negli stessi giorni i cantieri cinesi consegnavano alla società Rbd armatori (Rizzo, Bottiglieri, De Carlini, presidente e ad Grazia Bottiglieri Rizzo)  la petroliera Aframax 110.000 dwt Adele Marina Rizzo.

Come era stato detto da un esponente dell’industria marittima estera, la mia parola è il mio investimento, così il concetto di famiglia impresa, considerato un handicap, è stato rivalutato dalle performances dei nostri armatori che hanno portato al 12º posto la nostra flotta nel mondo con 16 milioni di tsl, specialmente dopo l’introduzione del Registro Internazionale. Il nuovo presidente di Confitarma, Paolo d’Amico ha chiesto adeguate coperture finanziarie per il registro internazionale che dà la possibilità di poter competere con altre bandiere e dare più opportunità di lavoro ai marittimi italiani.

In questi ultimi tempi l’armamento, che significa trasporto, come i porti e persino la navigazione fluviale stanno vivendo una nuova “rivoluzione ideologica“, nel senso che tutti si sono fatti più agguerriti nel difendere l’Italia marittima (intesa anche come maggior sicurezza, rispetto ambientale), in soldoni questa Italia tra beni e servizi si attesta su valori pari a 36,5 miliardi di euro, 14 miliardi per l’export, 165.000 occupati diretti e 230.000 nel manifatturiero e terziario compreso l’indotto. E i porti ? 280 milioni  di merci movimentate e transitate attraverso i porti da cui l’erario italiano incassa 5,5 miliardi di euro all’anno!

E’ una “ricchezza“ immensa di cui finalmente  gli italiani si sono accorti. L’area padana (il 31% del Pil nazionale) ha cominciato a smuovere la navigazione fluviale da Venezia a Mantova e Cremona non solo per merci alla rinfusa, ma anche per i contenitori, sfruttando gli interporti intermodali e inoltrando le merci sulle rotte fluviali dei grandi fiumi dell’Est come il Danubio.

Abbiamo citato gli armatori campani (e romani), ma quelli  insediati nel genovese, nel veneziano non sono da meno, lavorano, studiano, diversificano, c’è il ritorno di nomi di prestigio, certo hanno molto capitale all’estero, ma ricordiamoci che la mondializzazione è un fenomeno connesso con i traffici da quando i fenici divennero una potenza marittima. E ancora, bisogna esaminare la bilancia dei pagamenti e nella fattispecie quella dei noli, per verificare quanto paghiamo per usare la bandiera estera per i trasporti, quanto ritorna dalla nostra bandiera dai traffici all’estero. Negli anni ’60 questi calcoli si facevano nelle redazioni economiche dei giornali genovesi, l’equilibrio tra dare e avere della bilancia dei noli marittimi era sbilanciata a nostro sfavore.

Ma c’è qualcosa che non quadra, ed è il “bilancio“ della manodopera marittima. Noi aggiungiamo anche l’endemica “orribile“ piaga della burocrazia tutta nazionale, insita anche nel DNA di certe regioni che sfornano laureati che affollano gli enti pubblici  e che non riescono nemmeno ad agganciare il linguaggio altrettanto burocratico del Parlamento europeo.

Sulla manodopera lo ha ribadito tante volte l’ex presidente di Confitarma, Nicola Coccia, battendosi per l’Accademia del Mare a Torre del Greco: manca personale specializzato.

Bisogna creare un vivaio come le squadre di calcio, dice la Filt-Cgil, ufficiali professionalizzati, pronti a imbarcare anche su navi straniere; gli armatori hanno attivato partnership con scuole e accademie, stages a bordo (ma non è una novità, la facevamo noi anzi l’abbiamo inventate noi le minicrociere di affiatamento e studio al Nautico San Giorgio).

Vorrei chiudere questa conversazione, che è diventata troppo lunga e pleonastica, con Sophie, la figlia di Mariella Bottiglieri, managing director di Giuseppe Bottiglieri Shipping, perché la bambina è nata in un momento di grande spolvero per la marina mercantile e per la sua compagnia. Mariella è una cittadina del mondo, è dolcissima ma determinata, sa stare a suo agio sul ponte di comando, attenta alle onde anomale . Ora farà anche la madre, auguri a lei e a Sophie.

D.L.


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