Cosco: Livorno faccia sistema

Tutte le criticità del porto labronico in un momento di grande delicatezza per la ripresa mondiale

Il presidente del Propeller livornese Francesco Ruffini e l'ad Coscon Italy Marco Donati con il vicedirettore generale Mr. Chen You Ping.

LIVORNO – La recente conferenza organizzata dal Propeller livornese, grazie all’impegno del suo presidente dottor Francesco Ruffini  nel portare all’evidenza gli argomenti più specifici e contingenti alla nostra realtà, ha chiarito molti aspetti su quelle che sono le logiche che regolano attualmente i traffici marittimi tra il Far East ed il Mediterraneo e sulle prospettive future di questi.

A relazionare sul tema con assoluta cognizione di causa è stato il comandante Marco Donati, general manager della Coscon Italy di Genova, rappresentante della COSCO, il colosso armatoriale cinese secondo al mondo come tonnellaggio e leader della CKYH, l’alleanza formata dalle compagnie statali cinese, taiwanese, coreana e giapponese.

Il gruppo Cosco, nato nel 1961,  è formato da tante società che si occupano di tutte le tipologie di trasporto, è primo al mondo nel settore delle rinfusiere, sesto nei contenitori ed ha conosciuto una crescita tale negli anni da raggiungere nel 2009 la 327ª posizione nella classifica Fortune Global 500  (la lista annuale stimata in base al fatturato dei primi 500 gruppi economici mondiali dalla rivista statunitense Fortune) oltre ad essere premiata quale migliore azienda cinese all’interno di questo gruppo. Altro primato della Cosco rispetto alle altre compagnie è quello di avere il più alto portafoglio di ordini in relazione alla flotta posseduta, flotta che comunque nei prossimi 2-3 anni verrà raddoppiata.

“L’alleanza asiatica CKYH è una scelta politica voluta dai governi – ha detto Donati –  e prevede una serie di accordi sull’utilizzo e divisione delle navi e sulla gestione delle linee. A partire dalla scorsa settimana l’alleanza ha aumentato i traffici nel Mediterraneo del 60% con un nuovo network ridisegnando tutti i propri servizi – ha continuato – e questo rappresenta già un indicatore importante sull’andamento del mercato”. Donati ha quindi ripercorso gli ultimi due anni caratterizzati dalla crisi ricordando come il nolo di un viaggio di un container da Shanghai a Genova fosse drammaticamente calato, nel periodo giugno 2008-marzo 2009, da 1600 a 350 dollari e come  le compagnie siano arrivate a disarmare le flotte  per contenere le ingenti perdite.  E’ del gennaio  2009 il culmine del disarmo: 1.550.000 teus pari al 20% della flotta mondiale. “Oggi i noli sono tornati ai valori del 2008 e ciò è accaduto perché c’è stato un effettivo aumento della richiesta dei trasporti ma rimane un valore drogato dall’artificio delle navi in disarmo – ha proseguito Donati –  possiamo quindi definire questo attuale assetto piuttosto instabile”. Inoltre, per ovviare al disarmo, gli armatori hanno poi deciso di far viaggiare più navi sullo stesso servizio seppur a velocità ridotta, risparmiando così un 20-25% di carburante e procurando un vantaggio anche all’ambiente. Contemporaneamente però l’allungamento conseguente dei tempi di viaggio  ha ingenerato la carenza di disponibilità dei contenitori vuoti per le compagnie.
“La Cina ha risposto in modo ordinato alla crisi chiudendo aziende con problemi strutturali che avevano procurato danni di immagine al paese ed ora, risanata, è pronta ad accogliere la ripresa  – ha detto Marco Donati – ripresa che già possiamo vedere: gli ordini infatti sono in aumento e l’incremento del Pil è previsto intorno al 9-10%; anche le stesse navi parlano con la specificità dei loro contenuti trasportati,  che non sono più esclusivamente materie prime o alimentari, caratteristici dei periodi di crisi,  ma finalmente anche beni di consumo”.

Marco Donati ha poi fatto appello alle istituzioni affinché diano il necessario contributo  nel settore della logistica: “Dragaggio dei porti, sistema viabile efficiente, snodi ferroviari funzionanti e meno burocrazia;  queste sono le esigenze degli operatori  per realizzare a pieno le loro potenzialità. In quest’ottica è stata sottolineata la primaria importanza  del dragaggio in modo da rendere i fondali di attracco idonei ad accogliere le nuove unità da 6000 teu che entreranno in linea quanto prima.

“Attualmente i fondali del porto di Livorno sono insufficienti per le navi d’oggi ma ci sono anche altri problemi quali l’impossibilità di manovrare di notte e la difficoltà in caso di tempo avverso, ma soprattutto –  ha sottolineato Donati – è importante che si crei un sistema e Livorno deve capire se vuol farne parte. Il sistema di cui parlo è quello che tutte le compagnie adottano e che consiste nell’avere un porto di riferimento nel sud Italia, due nel nord del Tirreno e uno-due porti in Spagna in modo da connettersi alle economie dei vari paesi quali l’Italia, Francia e Spagna, spingendo di volta in volta i traffici verso quella più funzionante; è evidente quindi l’importanza per i porti di vincere questa selezione”.  E in questo quadro, ha ribadito Donati, Cosco non è interessata a una eventuale gara per la futura Piattaforma Europa, proprio per le carenze sottolineate della realtà livornese.

Fra i partecipanti alla conferenza erano presenti molti rappresentanti delle istituzioni e i maggiori operatori marittimi e portuali.  Da segnalare fra i loro interventi quello del presidente dell’Autorità portuale di Livorno Roberto Piccini che ha accolto l’importanza delle tematiche svolte nella relazione di Marco Donati ben apprezzandone l’importante ricaduta sul nostro porto. D’altra parte per dovere del proprio ruolo Piccini ha anche ritenuto di evidenziare le grosse difficoltà operative oggettivamente presenti a causa dei rallentamenti burocratici e della difficoltà interpretativa delle leggi e di come tutto questo abbia negativamente inciso sui tempi di realizzazione dei nostri dragaggi. Piccini ha annunciato infine il prossimo riempimento della vasca di colmata e l’avvio della seconda fase dei dragaggi oltre all’imminente bando di gara per la seconda vasca. Ha concluso quindi invocando un adeguamento della normativa soprattutto sotto il profilo della chiarezza. Una chiara adesione, pur nella consapevolezza delle difficoltà da superare, alle richieste emerse nella relazione di Donati che non ha mancato di spronare comunque a impegnarsi per il raggiungimento del massimo risultato consentito essendo la situazione attuale troppo deficitaria in relazione alle aspettative di chi, dall’altra parte del mondo, ha mentalità che mal recepisce le particolarità della situazione italiana.

Cinzia Garofoli


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