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Un impegno simbolico ma importante

Luciano Canepa

ANCONA – “Consideriamo questo contributo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come un apprezzabile segno di attenzione per il nostro porto – dice il presidente della locale Authority avvocato Luciano Canepa – ma anche e specialmente come un primo passo per il mantenimento degli impegni a suo tempo presi dal dicastero”.

Insomma, una specie di “Grazie, però le promesse erano ben altre”, con il sottinteso che con i 2,3 milioni dati dal ministro Matteoli in un accordo di programma che ne prevedeva 220 circa, si può apprezzare più che altro la buona volontà. Tanto più che la cifra assegnata ad Ancona rappresenta a quanto pare il 100% delle disponibilità lasciate al ministero delle Infrastrutture da quello del Tesoro. E alla fine, Ancona ha strappato un mezzo sorriso in un pianto generale della portualità italiana, dove il cane da guardia dei conti del Paese, osannato da mezza Europa perché ha saputo tenere l’Italia fuori dai disastri tipo Grecia e Portogallo (almeno per ora) non sembra aver cambiato idea da quando dichiarava pubblicamente che i porti italiani, sono il cavallo di Troia con cui le merci cinesi vengono a fare concorrenza alle nostre, e quindi vanno strizzati.

Con tutto quello che ne consegue, di blocco degli investimenti in infrastrutture, taglio delle stesse manutenzioni, ecchissenefrega delle autonomie finanziarie su cui ancora qualcuno s’illude di veder sorgere il sole dell’avvenire.

Tornando ad Ancona, il contributo del ministero delle Infrastrutture e Trasporti – che ovviamente è stato preso Obtorto Collo dalle altre Autorità Portuali rimaste a bocca asciutta – viene giustificato nel decreto ministeriale con il fatto che “sulla base della ripartizione del fondo perequativo di cui al comma 983 della legge 296/06 (finanziaria 2007) l’Autorità Portuale di Ancona non è rientrata tra quelle beneficiarie di quote di finanziamento”. E inoltre con il fatto che la stessa Autorità Portuale di Ancona “ha segnalato di aver registrato una significativa riduzione del gettito della tassa portuale in relazione alla nuova disciplina di cui al Dpr 28/5/2009 n.107”.

In definitiva, il ministro ha cercato di mantenere l’impegno assunto con le istituzioni territoriali di Ancona, ed appare chiaro a tutti che nella drammatica ristrettezza dei fondi lasciati al suo dicastero l’Autorità di Luciano Canepa ha rastrellato il rastrellabile. Che poi sia solo il primo passo verso un auspicabile (ma abbastanza problematico) futuro allargamento della borsa, è la speranza di tutti. Speranza o illusione?

Antonio Fulvi


Pubblicato il
22 Maggio 2010

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