Incredibile Shanghai, a settembre batte il record dei container
Dietro le quinte del primato: i giorni dei tifoni e lo choc dei ritardi

Uno dei terminal del porto di Shanghai in una visione azimutale
SHANGHAI. Difficile trovare definizioni e previsioni per quel che può fare il porto di Shanghai: con 55 milioni di teu è il porto container più trafficato che esista sul pianeta. In grado: da un lato, di distanziare di 10 milioni di teu lo scalo che sta al secondo posto, cioè un altro gigante asiatico come Singapore; dall’altro, di non smettere di crescere, visto che nel 2025 ha totalizzato tre milioni e mezzo di teu in più rispetto ad appena dodici mesi prima (diventano quasi otto rispetto al 2022). Non dimentichiamoci che Shanghai è in testa alla classifica mondiale dei porti con maggiore movimentazione di contenitori: e lo è da 16 anni filati.
Ok, tutte queste cose le sappiamo: del resto, in agosto la “Gazzetta Marittima” aveva segnalato l’exploit di quasi 204mila teu movimentati il 1° agosto scorso nell’arco di 24 ore. Cioè più di quanti Livorno riesce a farne in un trimestre intero.

L’area attorno al porto di Shanghai secondo Marine Traffic affollatissima di navi
Se torniamo a parlarne è per via del fatto che nello scorso mese di settembre le banchine cinesi di Shanghai hanno movimentato qualcosa come 5 milioni 135mila teu: è il nuovo record di traffico mensile del porto dei record. Come segnala “Maritime Executive”, giornale online americano con quartier generale in Florida, specializzato in economia del mare e dei porti, stiamo parlando di un incremento di 6,2 punti percentuali con una media di 171mila teu. Se pensiamo che prima del balzo fatto registrare il 1° agosto, il primato precedente era attorno a quota 187mila ed era stato stabilito poco tempo prima, si capisce che in settembre Shanghai ha marciato costantemente a tutto vapore.
C’è un terminal, il Mingdong che ha movimentato più di 30mila teu in appena 24 ore, dice la testata singaporeana “Splash 24/7” ribadendo che quest’anno Shanghai potrebbe arrivare a quota 57 milioni di teu. È un traguardo non impossibile, viene sottolineato sulla base di un semplice calcolo: fin qui il dato cumulato dei primi nove mesi dell’anno – si afferma – indica che sono passati dalle banchine di Shanghai 42,83 milioni di teu di traffico container: se l’incremento restasse anche per i prossimi mesi autunnali al ritmo del 3,1% registrato nel 2026 fin qui, l’annata si concluderebbe, si stima, a quota 56,8 milioni.
Tutto questo ha alle spalle un aspetto da non sottovalutare: «Il primato registrato a settembre – dice il giornale specializzato americano – è stato conseguito benché tre tifoni abbiano creato seri problemi all’operatività portuale». Potremmo dunque leggere il record come un eccezionale sussulto organizzativo per far uscire da una situazione di difficoltà meteo il porto più importante al mondo: una sorta di tentativo di marcia a tappe forzate per recuperare le giornate dei tifoni, e in effetti sono anche pressoché zero la possibilità dei lavoratori di non accettare un giro di vite nel supersfruttamento.
Vale la pena di fissare lo sguardo anche su un altro aspetto della questione: ci aiuta a farlo “Sea Maritime News”, giornale online inglese con base a Colchester, una cinquantina di miglia fuori Londra. Citando il lavoro degli analisti di Sea-Intelligence, fissa lo sguardo sui porti asiatici per indicarne una patologia: sono “malati” di «grave congestione», gli arrivi di navi portacontainer che rispettano i tempi previsti sono appena al 32,2% con uno slittamento medio che è arrivato a 7,28 giorni. Se il malanno ha riguardato un po’ tutta la gamma degli scali asiatici, a soffrire di più – viene sottolineato – sono stati i porti cinesi anche perché «sono stati colpiti da una serie di tifoni». In particolare, secondo quanto viene riportato dalla testata britannica, il team di Sea Intelligence indica che Shanghai e Ningbo, i due scali più importanti di Cina, hanno visto scendere alquanto in basso la percentuale di navi in linea con l’affidabilità delle programmazioni: per Shanghai giù al 12,2%.











