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I portuali di Livorno vanno al voto per rinnovare il consiglio direttivo

Due giorni di consultazioni da domani con eventuale ballottaggio finale – I dirigenti uscenti hanno chiesto la riconferma in blocco – I termini del confronto

LIVORNO – La più importante Compagnia portuali d’Italia, quella che ha più innovato affiancando alla funzione di cooperativa di manodopera anche l’impresa di creare società operative con privati, va alle elezioni per il rinnovo dei vertici.

Si vota domani giovedì 24 e dopodomani venerdì 25, con eventuale ballottaggio la settimana dopo. Il consiglio uscente si ripresenta in blocco, salvo la necessità di sostituire lo scomparso Italo Piccini: e non sarà una sostituzione facile, indipendentemente da chi ne prenderà il posto. Per decenni Italo è stato lo stratega del gruppo, ma anche il trait-d’union con molte delle compagnie di navigazione più importanti per lo scalo.

Il consiglio uscente è presieduto da Enzo Raugei, attuale consigliere comunale del Pd (dove è confluito dopo una lunga militanza in Rifondazione) e presidente del “Livorno Reefer”; ed è composto anche da Riccardo Boccone (presidente del TDT), Vladimiro Mannocci (direttore generale di Ancip e presidente del semi-smantellato Intercontainer), Marco Dalli (neo-presidente del TCO) e Giacomo Marchesini.

Per il sesto posto vacante, il gruppo dirigente ha indicato da tempo Maurizio Colombai, segretario del sindacato dei portuali nella Cgil. Si era parlato anche di Monica Bellandi, che non ha però dato la disponibilità, preferendo concentrarsi sulla ritrovata posizione di direttore del TDT.

Le ultime assemblee, che si sono succedute sia in Compagnia che nelle sedi del sindacato principale (Cgil) sia del Pd, hanno peraltro confermato che c’è una crescente “ola” a favore di nuovi candidati: in particolare c’è una spaccatura – che semplicisticamente si potrebbe individuare tra vertici del Pd livornese e vertici della Compagnia – sulle candidature per il sesto uomo: Maurizio Colombai o Romeo Franchini? Il primo era il candidato della Compagnia, il secondo viene presentato – forse semplicisticamente – come il candidato del Pd. Come sempre quando non c’è una candidatura bloccata, il rischio è che i poco meno che 600 portuali con diritto al voto finiscano per frantumarsi in molte o troppe indicazioni personali. E c’è chi teme anche per qualcuno dei cinque del consiglio uscente. Ovviamente dalle elezioni dei prossimi due giorni emergeranno i dati fondamentali: ma saranno i ballottaggi a decidere in via definitiva chi entrerà e chi rimarrà fuori.

Pubblicato il
23 Giugno 2010
Ultima modifica
1 Luglio 2010 - ora: 15:38

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