Tarragona in gran crescita

Sedicimila metri quadri in più e altre gru – I progetti in fase concreta del terminalista globale

TARRAGONA – Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Non è piacevole rifarsi a Tito Livio (“Le Storie”) ma sembra che nei secoli poco o niente sia cambiato. Mentre a Roma si cincischia sulle infrastrutture portuali italiane, a Tarragona (che all’antica Sagunto non è poi lontanissima) è stato completato recentemente l’aumento di 8 mila metri quadri del terminal containers di DP World e a luglio saranno 16 mila i metri quadri per il terminal equipaggiato con gru a cavaliere su gomma. Esulta Oscar Rodriguez, general manager di DP World Tarragona: “Questi miglioramenti rappresentano un significativo passo avanti per il terminal e dimostrano il nostro impegno per la qualità e l’eccellenza del servizio ai nostri clienti”.

Come noto su Tarragona c’è l’interesse ormai da almeno un paio d’anni della Zim, che considera il porto spagnolo una valida alternativa del prossimo futuro a scali anche italiani del Mediterraneo Occidentale. Certo, c’è ancora molto da fare: ma DP World è una realtà globale talmente forte che le sue previsioni per Tarragona non sembrano aver subito contraccolpi particolari dalla crisi mondiale.

DP World è tra i principali terminalisti al mondo con 49 terminal e 12 nuovi progetti di sviluppo che interessano 31 paesi. Una équipe estremamente professionalizzata di quasi 30 mila persone è addetta ai servizi; e il terminalista si fa un punto d’onore di sviluppare miglioramenti e interventi sui terminal in piena collaborazione con i clienti, tenendo di conto prima di tutto le loro esigenze. Il terminal “modello” del sistema DP World è Jebel Ali a Dubai che è stato votato unanimamente da 15 anni a questa parte il miglior porto marittimo nel Middle East.

Nel 2009, anno della crisi mondiale, DP World ha movimentato complessivamente 43,4 milioni di Teu tra Asia ed America ed ha progetti di ulteriore espansione in mercati emergenti come India, Cina e Medio Oriente, puntando a un obiettivo – non stratosferico per il suo management – di 95 milioni di Teu entro i prossimi dieci anni.

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