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A Trieste assegnato lo storico sito asburgico

Ha vinto la cordata capitanata dai Maltauro ma ci sono già ricorsi al Tar – Una scelta che punta alla nautica da diporto con 800 milioni di investimenti in 15 anni

TRIESTE – Claudio Boniciolli, presidente (ormai in scadenza) della Port Authority triestina, sostiene di aver incassato una delle vittorie più importanti del suo mandato, o forse dell’intera storia post-bellica dello scalo: il recupero del Porto Vecchio di Trieste, dopo almeno mezzo secolo di degrado e di battaglie (a volte furibonde) per trovare una soluzione. L’ultimo comitato portuale ha dato infatti via libera alla concessione per settant’anni dell’ex scalo dell’impero degli Asburgo, a favore di una cordata Maltauro-Rizzani-De Eccher (con l’appena costituita società Città Porto di Enrico Maltauro insieme a Sinloc) appoggiata dal gruppo bancario Intesa-San Paolo.

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L’impegno è grosso perché l’area di 70 ettari, per gran parte affacciati sul mare, dovrà diventare una città turistica orientata alla nautica da diporto, con servizi dedicati, alberghi, siti commerciali, con un investimento quantificato in oltre 800 milioni di euro da concretare in lavori nell’arco di una quindicina d’anni.

Ovviamente sul porto asburgico puntavano anche altre cordate, che hanno prontamente preannunciato ricorsi al Tar, già a ruolo per la fine del gennaio 2011. Salvo non si riesca a imbarcare anche gli antagonisti – ipotizzano alla Port Authority – nell’operazione della cordata Maltauro & C.

La scelta di dedicare l’antico e suggestivo porto asburgico in area per la nautica da diporto e relativi servizi sembra aver tagliato definitivamente fuori le altre opzioni, alcune delle quali – come quella dei Pacorini, presentata oltre un decennio or sono – riservavano alcune delle aree per iniziative e servizi portuali destinati alle merci. Sull’area aveva anche puntato inizialmente Evergreen, limitandosi successivamente all’indicazione della nuova sede degli uffici.

Per quanto riguarda la nautica, un settore che da tre anni è in pesante crisi, gli indicatori raccolti dalla Port Authority confermerebbero che ci sarà una ripresa, specialmente nella richiesta di servizi. Siamo peraltro di fronte a programmi a lunga e lunghissima scadenza, per cui ogni ipotesi sembra più che altro affidarsi alla sfera di cristallo.

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Pubblicato il
25 Settembre 2010

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